Sport, 21 gennaio 2024

Lugano da pazzi. Ambrì una sfortuna nera

Doppio successo da capogiro dei bianconeri contro il Berna, mentre i leventinesi si sono arresi due volte contro il Bienne

LUGANO - La apre e la chiude il difensore austriaco Bernd Wolf, che a fine stagione lascerà le rive del Ceresio per Kloten. E il Lugano si ripete: dopo aver steso il Berna nella Capitale venerdì sera, anche alla Corner Arena fa meglio dei rivali, battuti al termine di una partita combattuta, ricca di errori e ribaltamenti di fronte e risultato. I bianconeri, grazie ai 3 punti ottenuti ieri sera, scavalcano i bernesi e si istallano al quinto posto in classifica. Decisamente un buon affare in chiave playoff. Per la cronaca: Thürkauf e soci ottengono la quarta vittoria consecutiva; la squadra di Gianinazzi, aggiungiamo noi, si conferma, semmai ce ne fosse bisogno, squadra di grande carattere, ad immagine delle due rimonte messe in atto contro i ragazzi della Capitale. Sotto per 3-1 alla prima pausa, ha saputo raddrizzare la baracca (3-3 a metà secondo tempo) e poi, dopo il gol di Scherwey poco prima del 40esimo (3-4), nel periodo conclusivo ha messo mano alle poche risorse fisiche e mentali rimaste per rigirare la sfida: dapprima con il brillante Cormier, schierato con Quenneville ed Arcobello, e infine, a tre minuti e mezzo dalla sirena finale, con il solito Wolf, che ha trovato il pertugio buono per sorprendere Reideborn. 



Pensate: il numero 32 bianconero è stato il protagonista assoluto di questa doppia sfida, mettendo a segno una tripletta in 24 ore. In generale il Lugano non ha giocato bene, anche se la rete segnata dopo appena 17 secondi da Wolf sembrava indizzasse la partita sui binari giusti. Invece una certa superficialità di gioco, un erroraccio del comunque bravo Schlegel (che ha regalato il pareggio di Schild) e tanta confusione in fase di impostazione hanno impedito al Lugano di poter controllare la sfida. Ma se si vincono quattro partite senza eccellere, conquistando 11 punti su 12, significa che questa compagine ha dei buoni valori. Da migliorare sicuramente il power play: e su questo non ci piove. Infine: Carr, protagonista a Berna, ieri sera non ha giocato. Lo staff ha deciso di lasciarlo a riposo. Giustamente.

Il doppio confronto con il Bienne si chiude in bianco. I leventinesi perdono anche la sfida nel Seeland e dicono praticamente addio al discorso playoff diretti. Se vorranno partecipare alla fase finale più bella del campionato, dovranno verosimilmente passare per i play-in. Quelli, salvo ribaltoni, sembrano in cassaforte. Ieri sera, dopo la sconfitta incassata alla Gottardo Arena venerdì, la squadra di Luca Cereda era partita bene, segnando con Bürgler il gol del vantaggio a metà primo tempo. Disciplina e carattere hanno sostenuto gli ospiti che però hanno perso Conz al 17esimo minuto: al suo posto in porta è stato schierato Fadani (esordio assoluto). Poi però i padroni di casa hanno trovato il bandolo della matassa e sono riusciti a ribaltare il risultato con Rathgeb e quindi Rajala. Meno male che Pestoni, abile a sfruttare una superiorità numerica, sul finire del secondo tempo ha pareggiato i conti. Alla sirena mancavano solo 32 secondi.


Da notare che il difensore seelandese si era reso autore di un intervento duro su Grassi, che per fortuna ha potuto tornare sul ghiaccio. Nel terzo tempo la sfida è stata sostanzialmente equilibrata. Ma a deciderla è stato l’ex di turno Hofer, che a cinque minuti dal termine ha vinto il duello con Fadani. Inutili i tentativi dei ticinesi nel finale, anche se va annotato un palo di Bürgler a pochi istanti dalla sirena. I biancoblù, è impressione nostra, avrebbero anche potuto portare almeno al supplementare gli avversari. Di certo due sconfitte per 3-2 contro Haas e compagni fanno male.

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