Sport, 06 dicembre 2024

“Renato Carettoni: il simbolo di una bella storia sportiva”

L’ex allenatore Fabrizio Rezzonico e i 60 anni della SAM Massagno

MASSAGNO - Giusto un anno fa intervistammo Fabrizio Rezzonico sulla situazione del basket svizzero. Non ne uscì un quadro molto lusinghiero; il coach luganese non fu molto tenero: “In Svizzera non mancano i giocatori, manchiamo totalmente a livello dirigenziale. Sono deluso” . Parole forti e con un fondo di verità. Oggi però con l’ex allenatore di SAM Massagno, Bellinzona, Riva e Star Gordola parliamo del club che lo ha lanciato: la SAM Massagno, che proprio nei giorni scorsi ha compiuto 60 anni. Una occasione per tracciare un bilancio della società della Collina. 


Casa mia: “La SAM è casa mia, un parte molto importante della mia vita. Io sono nato e cresciuto a Massagno e sin da giovane mi sono dedicato al basket, dopo una piccola parentesi calcistica nel FC Lugano. A quei tempi, correvano gli anni Settanta, i ragazzi andavano volentieri ad allenarsi in palestra: le offerte erano veramente poche, al contrario di oggi, e quindi lo sport diventava uno strumento di aggregazione e divertimento. Per questo motivo, passione ed entusiasmo erano il motore del club massagnese”.


I giovani: “La società ha puntato sin dalle origini sui giovani. Del resto quella era l'unica strada percorribile. Pochi mezzi, tanto volontariato e tanta voglia di giocare: negli Anni del boom, la SAM era ai margini ma dietro lavorava sodo per far crescere i ragazzi”.


Il primo presidente: “Fu Carlo Isotta a dare i primi impulsi alla società di basket. Credeva molto in questa idea a carattere sociale e sportivo. E la SAM era l' ideale: una famiglia in ambito formativo e competitivo, come voleva il presidente”.


Seconda fascia: “Oggi tutto è cambiato: la SAM non è più un club di seconda fascia o un club povero. Pur avendo ridotto il budget è lì a lottare per i primi posti, a stretto contatto con le migliori. Non è affatto scontato“.


Un modello: "Nel basket odierno non si inventa più nulla. È difficile mandare avanti una società, a meno che non ti chiami Olympic. Da sempre i friborghesi sono il faro del basket svizzero, grazie ad una professionalità e ad una organizzazione che non hanno eguali e permette loro di vincere tanto in campo nazionale e di non fare brutte figure in Europa. Un modello da seguire”.


Il grande Renato: “Renato Carettoni? È lui il vero simbolo di questa bella storia sportiva. Maestro discuola dedicato e sempre disponibile, seppe coinvolgere i ragazzi e indirizzarli verso la pallacanestro. Diventò presto allenatore dopo alcune esperienze da giocatore nelle leghe minori. Renato ama profondamente il basket ed in tuttiquesti anni ha saputo trasmettere competenze,conoscenze e una passione smisurata. Massagno ei giocatori che sono cresciuti in questa società gli debbono molto. Ma credo che anche il basket ticinese in generale debba essere grato a Carettoni”.


Gary Stich: “Fra i giocatori stranieri che hanno scritto la storia della SAM citerei il compianto Steve Malovic, Gary Stich e pure John Hatch. Giocatori che hanno portato classe ed esperienza e che sono stati da esempio per i giovani. A Massagno era comunque difficile ingaggiare giocatori di importazione. Le finanze, almeno ai tempi, erano piuttosto ridotte e non era facile contrattare un americano”.
I fratelli Isotta: “Dei ticinesi cresciuti e maturati nella SAM, ricordo in particolare i fratelli Isotta, Massimo e Stefano, figli del presidente Carlo, e poiPelli, Gaggini, Cereghetti, Fässler Rey, Balletta, Censi. E spero di non aver dimenticato nessuno”.


La promozione: “Come presidente ho avuto anche Andrea Ferrari e poi Luigi Bruschetti, personaggi sempre molto attenti nella conduzione societaria. Del primo mi colpì la sua semplicità , del secondo la sua passione per il club. Con Bruschetti ricordo che abbiamo raggiunto la promozione in Lega Nazionale A nel 2008”.


Rapid Lugano: “La SAM ha sempre avuto come prerogativa la formazione. Un po' come il Rapid Lugano nel calcio. E i risultati si sono visti: per anni in campo giovanile Massagno ha saputo lottare ai vertici svizzeri, vincendo anche dei titoli”.


Basket donne: “Ad inizio carriera ho allenato le squadre femminili della SAM, per me una palestra importante. E questo è stato un trampolino di lancio per la mia carriera, proseguita poi a Bellinzona, club con il quale ha vinto due titoli svizzeri e due Coppe”.


Fusione SAM-Tigers: “Sulla carta sarebbe una bella soluzione. Ma la vedo dura: troppa rivalità e in fondo poca voglia di mettersi assieme. Il Lugano, poi, aspetta il nuovo palazzetto: probabilmente riuscirà a trovare maggiori sponsor e quindi continuerà da solo per la sua strada”.

A.M.

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