Ticino, 04 febbraio 2026

"Quando si tratta di aiutare la gente, non ci sono margini. Quando si tratta di finanziare i media, i margini appaiono all’istante."

Mentre famiglie, pensionati e ceto medio faticano sempre più a pagare i premi di cassa malati e si chiede ai cittadini di stringere la cinghia, il Cantone cosa fa? Stanzia 2 milioni di franchi per sovvenzionare i giornali.
 

Sì, avete capito bene: invece di destinare questi fondi alle ticinesi e ai ticinesi, vengono stanziati a favore dei media. Dopo un’irrispettosa decisione del Gran Consiglio - grazie alla maggioranza di PLR, Centro, PS, Verdi e Avanti - che ha richiesto questo aiuto, tutto è ora nero su bianco nel messaggio governativo n. 8647: 500’000 franchi all’anno per quattro anni, un nuovo sussidio al di fuori del programma di legislatura e del piano finanziario.
 


 

La domanda è semplice: se non ci sono soldi per aiutare i ticinesi in difficoltà, com’è possibile che ne siano disponibili per i media?
 

Nel Paese si evidenzia sempre più chiaramente la necessità di ridurre il canone radiotelevisivo, anche alla luce dei miglioramenti tecnologici. E in Ticino cosa si fa? Ci si sbraccia per sovvenzionare anche i giornali, pronti poi a riempire le loro pagine con interviste agli amici che hanno proposto questi sussidi. Un circuito che parla da solo.
 

Un Cantone già iper-mediatizzato. Il Ticino è uno dei cantoni più mediatizzati della Svizzera e i giornali ricevono già aiuti federali. Aggiungere anche il sussidio cantonale significa riversare denaro pubblico nei bilanci di giornali privati, creando dipendenze e rendite. L’informazione deve essere libera, non finanziata dallo Stato.
 

Due pesi e due misure. Ai cittadini si dice: “non ci sono i soldi; non si può fare”. Poi, però, i margini saltano fuori: 2 milioni subito, per un nuovo compito dello Stato. Questa non è responsabilità, è incoerenza. Una scelta voluta in Gran Consiglio da PLR–Centro–PS–Verdi–Avanti, non un “dettaglio tecnico”, bensì “una precisa scelta politica”.
 

Quando si tratta di aiutare la gente, “non ci sono margini”. Quando si tratta di finanziare i media, i margini appaiono all’istante. La Lega non ci sta.
 

La priorità è una sola: premi di cassa malati più bassi e potere d’acquisto difeso. Ogni franco deve andare ai ticinesi, non alle redazioni. Qui cade la foglia di fico. Proprio alla luce di queste storture e del peso politico dei media, diventa fondamentale approvare la riduzione del canone.
 

Prima i ticinesi. Sempre.

Lega dei Ticinesi

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