Sport, 20 febbraio 2025

“Il nostro progetto è vivo, ma ci servono aiuti...”

A colloquio con Nicola Pini, tecnico e direttore sportivo dei Bellinzona Snakes

BELLINZONA - Un progetto visionario, al passo con i tempi e con la realtà. Così fu definita la nascita dei Ticino Rockets di Biasca, che nella primavera del 2016 iscrisse la squadra al campionato di Lega nazionale B (oggi Swiss League). Partner sportivi ed economici l’Ambrì Piotta e il Lugano. Le due storiche società ticinesi avrebbero disposto, di conseguenza, di un farm team in cui far crescere e maturare i proprio giovani prima di proiettarli nella massima serie. Da allora di acqua ne è passata sotto i ponti: i Rockets sono diventati Snakes, la pista che li ospita non è più a Biasca ma a Bellinzona e gli sponsor principali non sono più HCAP e HCL. Insomma: un cambio radicale che tuttavia non ha mutato l’essenza del progetto. 



Oggi, pur fra mille difficoltà finanziarie e praticamente senza sostegni esterni, la società presieduta da Giovanni Tonelli (che annovera anche i GDT e quindi 350 ragazzi e bambini che praticano la disciplina) resiste nel mare agitatissimo della seconda serie nazionale e intende proseguire in quello che molti definiscono un progetto fallimentare. In realtà non è così: è svanito sì il concetto iniziale, secondo il quale i ragazzi militanti nei Rockets avrebbero dovuto farsi le ossa ed accedere nella prima squadra leventinese o bianconera; ma l'idea che i giovani debbano avere il giusto spazio e quindi diventare giocatori veri (non importa se in Nationale League o Swiss League, se dentro o fuori i confini cantonali) resta vivo e vegeto. Per questo motivo, l'avventura degli Snakes continuerà anche la prossima stagione, con Nicola Pini tecnico e direttore sportivo confermatissimo e al suo fianco Diego Scandella suo prezioso assistente. Sperando poi che il club trovi fondi importanti per non dover fare ancora i salti mortali o i miracoli.“ Siamo una società giovane, che tra mille difficoltà e al di là delle critiche è sempre uscita in pareggio o con piccoli utili. Permettetemi di dire che sarebbe un delitto lasciare cadere questa realtà”. Parole pronunciate qualche anno fa dal presidente degli allora Rockets Davide Mottis, che nel 2016 definì il neonato club uno fra i migliori progetti sportivi di sempre del nostro Cantone. Tornando alla stretta attualità: per capire quale sarà il futuro degli Snakes e per stilare un bilancio della stagione appena conclusa, abbiamo incontrato Nicola Pini, factotum del club.


MANCANO SOLDI: “Come ho detto più volte, stiamo vivendo un momento economico molto complicato. Oggi nessuno ti regala più niente ed anche lo sport ticinese ne risente, specialmente una realtà piccola come la nostra. Ma noi non molliamo e vogliamo che il percorso iniziato 8 anni fa non venga interrotto. Ci stiamo muovendo per compiere un altro miracolo”.


DIMEZZATO: “Nel 2023 siamo partiti con un budget di quasi un milione e mezzo di franchi. Naturalmente il più basso della Swiss League. Con le defezioni di Ambrì e Langnau, un anno dopo siamo scesi a 750 mila. Si potrà notare una netta differenza: abbiamo in pratica dimezzato le nostre possibilità finanziarie. Capirete che non è facile tirare avanti la baracca in queste condizioni. Alla fine però ci siamo riusciti e ne sono fiero. Abbiamo lavorato tutti dando il massimo, facendo anche delle rinunce”.


ULTIMI: “Se guardiamo alla classifica finale del campionato, beh, non ci sono dubbi. Per gli Snakes è stata una stagione negativa, a fronte di sole 7 vittorie in 45 partite e di un ultimo posto direi amaro. Ma se leggiamo più in profondità i risultati e le prestazioni della nostra squadra, ci accorgiamo che in 25 gare, abbiamo perso di un solo gol e contro le cosiddette corazzate del torneo”.


DIFFERENZA: “Uno dei motivi che hanno generato questa classifica, è senza dubbio la presenza di giocatori stranieri nelle altre squadre mentre noi non ne avevamo. Sì, certo ne abbiamo tesserato uno(Matus Radim, ndr) ma a causa delle difficoltà economiche ci siamo dovuti accontentare di un giocatore di livello medio...”.


GIOVANI: “In Svizzera ormai si è fatta una scelta ben precisa: con l'allargamento del numero degli stranieri a sei, i nostri giovani hanno sempre meno spazio e ciò toglie motivazioni e speranze di avere un giorno maggior successo nell' hockey che conta. Alla fine questi giocatori finiscono in Swiss League, se possibile nelle squadre che pagano meglio e che puntano a salire nella massima serie. Per questo motivo il livello del nostro torneo aumenta e per noi, di conseguenza, diventa difficile”.


FIERI: “Nonostante le difficoltà, nonostante una classifica non certamente lusinghiera, noi siamo fieri del lavoro che abbiamo fatto e faremo per i giovani. E ci sono dei numeri che lo attestano: nella stagione appena conclusa abbiamo schierato 33 giocatori, di cui 24 con un’età compresa tra i 18 e i 21 anni, 4 sono invece degli Under 23. Si nota dunque benissimo quale sia il nostro obiettivo: far crescere questi ragazzi, in modo tale che possano diventare dei professionisti seri e preparati”.


ESEMPI: “Faccio tre nomi: Benjamin Bonvin, Marco Cavalleri e Davide Fadani: i primi due hanno firmato un contratto biennale per l’Olten, il terzo giocherà nel Kloten, ossia in National League. Per loro è un sogno che si realizza e noi ne siamo orgogliosi. Significa che il nostro lavoro paga”. UNICI: “Ne ho sentito tante di parole su presunti progetti per i giovani. A Coira, per esempio, i Von Arx avevano puntato su di loro, per farli maturare e crescere. Alla fine, quando hanno visto che avrebbero potuto accedere ai playoff (cosa riuscita), i grigionesi hanno cambiato rotta e inserito in rosa giocatori più esperti. In Svizzera gli unici progetti credibili sono il nostro e quelli del Winterthur e del Grasshopper”.


PUBBLICO: “Diciamo che mi sarei aspettato maggiore affluenza alle nostre partite ma, visti i risultati, qualcuno ha pensato di restarsene a casa. Rispetto a Biasca, dove alla pista ci andavano solo i parenti dei giocatori, credo ci sia stato qualcosa in più. Ma in futuro spero che la situazioni migliori”.


SETTORE GIOVANILE: “Forse qualcuno non lo sa ma in Ticino abbiamo il settore giovanile con più iscritti. Fra bambini e ragazzi ne contiamo 350! Numeri che Ambrì e Lugano non possono esibire. Per noi è motivo di grande gioia e soddisfazione. Sono sicuro che la strada tracciata sia quella giusta. E lo vediamo anche quando organizziamo il torneo internazionale, al quale aderiscono squadre importanti dall’estero e la pista è quasi piena”.


SCANDELLA: “Diego è uomo di hockey a 360 gradi. Un profondo conoscitore della materia, un allenatore che si dedica anima e corpo agli Snakes ed è molto benvoluto dai nostri giocatori. Miglior collaboratore non potrebbe avere la nostra società. Siamo molto felici di averlo con noi. E spero ancora a lungo”.


AL LAVORO: “Ci attende un compito molto difficile nei prossimi mesi: il club ha bisogno di fondi per aumentare il proprio budget e presentarsi al prossimo campionato in condizioni finanziarie migliori. Lavoriamo ogni giorno convinti della bontà del nostro progetto. Gli Snakes, tanto per dirla in poche parole, sono sempre vivi!”.

MDD

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