Sport, 30 giugno 2025

Lugano-Joly-Ambrì: un triangolo che stupisce

L’attaccante canadese, scaricato dai bianconeri, si è accordato col club leventinese, per la gioia di Duca e per i dubbi dei tifosi luganesi rimasti già a bocca aperta quando Joly è stato appiedato

AMBRÌ – Alla fine i rumors, le chiacchiere e le supposizioni hanno trovato conferma in un caldo venerdì pomeriggio di giugno: Michael Joly, scaricato dal Lugano qualche settimana fa nonostante avesse ancora un contratto valido, si è accasato all’Ambrì. Il 30enne canadese ha firmato un contratto di una stagione col club leventinese che, così di fatto, ha praticamente completato il proprio pacchetto stranieri. 

 
 
Considerarlo uno smacco per i tifosi luganesi forse è troppo, ma è innegabile che ‘Tres Joly’ – come recitava uno stendardo presente sempre in Curva Nord alla Corner Arena – è stato un attaccante molto amato dai supporters bianconeri, anche se le sue 35 reti e i suoi 49 assist messi a referto in 97 partite non hanno mai permesso all’HCL di andare molto lontano nei due campionati vissuti sulle rive del Ceresio.
 
 
La decisione di Steinmann e di tutto il Lugano di metterlo alla porta qualche settimana fa aveva lasciato un po’ tutti basiti, aveva sorpreso l’ambiente anche perché Joly – che con Krupp era quasi immediatamente finito in sovrannumero – sembrava potesse rappresentare uno dei tasselli fondamentali e sicuri della squadra messa a disposizione della premiata ditta Mitell-Hedlund. E invece… invece ora Joly sarà un avversario da temere e affrontare nei prossimi derby.
 
 
Forse il suo allontanamento ha sorpreso tutti, e la sua firma con l’HCAP ha lasciato un po’ di amaro in bocca nel popolo bianconero, perché fino ad ora il mercato dell’HCL non è stato altisonante. Di nomi di punta e di grido non se ne sono visti, a differenza di quanto è accaduto lo scorso anno con l’arrivo, ad esempio, di Dahlstrom e di Zohorna, ma vedendo i risultati ottenuti sul ghiaccio dalla formazione bianconero, verrebbe da dire che sia meglio così. Bisogna dare il tempo al trio Steinmann-Mitell-Hedlund di lavorare, di completare l’organico con giocatori magari meno appariscenti come nome ma di sicuro e pronto impatto sul ghiaccio e solo allora si potrà davvero valutare quanto fatto in sede di mercato.

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