MILANO (Italia) – Negli ultimi anni si è scritto, si è detto e si è discusso tanto, tantissimo dell’Intelligenza Artificiale e del ruolo che avrà in futuro anche nel mondo del lavoro. Potrebbe risultare utilissima per velocizzare e ottimizzare la produzione? Potrebbe, allo stesso tempo, comportare delle perdite di forza lavoro? Per provare a tastare tutto il suo potenziale, da martedì 18 marzo, ‘Il Foglio’, il quotidiano milanese fondato da Giuliano Ferrara, ha deciso di pubblicare il primo giornale al mondo realizzato interamente dall’Intelligenza Artificiale.
Il quotidiano lo si può trovare in edicola in doppia copia: una scritta usando il cervello naturale, l’altra redatta dall’IA. Le differenze tra i due prodotti sono e restano comunque tangibili: certo, il giornale ‘artificiale’ è scritto bene, è ricco di articoli, non ha errori di battitura, ma non può sostituire il lavoro umano, perché non è in grado di fare un reportage o un’inchiesta, non trasuda di valore e aspetti umani, di sensibilità e dello sguardo critico del cronista vero, anche se riesce a produrre degli editoriali, con analisi e valutazioni decisamente molto interessanti.
Resta anche da considerare che ‘Il Foglio’ è un quotidiano di opinione, non certo di cronaca ed è più facile lavorare e scrivere in questo modo. Insomma, l’IA nel campo della comunicazione risulta ottima e perfetta per riassumere le notizie, sa fare praticamente tutto ma non sa fare tutto bene, e risulta ideale come strumento in mano ai giornalisti, non come loro sostituto.