Ticino, 23 aprile 2025

Organizza un evento al LAC e poi fa perdere le sue tracce con decine di migliaia di franchi di debiti

Organizza un evento di alta gioielleria a Lugano e poi fa sparire le sue tracce, lasciando debiti per decine di migliaia di franchi. È il caso emerso grazie a un'interrogazione della Lega dei Ticinesi di Lugano a proposito di “Luxury Lugano”, un evento che si è tenuto al LAC dal 22 al 24 novembre 2024. L'organizzatrice prima ha preso tempo, arrecando “motivazioni di natura familiare” e in seguito si è dileguata, rendendosi irreperibile.

Il Municipio di Lugano, nella sua replica, precisa che risultano fatture non saldate per oltre 30’000 franchi, di cui 2’500 destinate alle cinque studentesse impiegate per l'occasione come giovani hostess.

“Fino a ora, come da prassi”, continua la risposta del Municipio, “dal LAC è stato inviato un primo richiamo di pagamento, a seguire un secondo ed è stata contattata l'organizzatrice più volte per sollecitarla a saldare il debito”. La donna, cittadina italiana residente in provincia di Varese, ha preso tempo, arrecando appunto motivazioni di natura familiare. “Successivamente non è più stata rintracciabile”.

“Attualmente – continua l'esecutivo cittadino – si è nella fase di recupero crediti tramite richiami formali”. L’iter standard prevede “un primo sollecito di pagamento, un secondo sollecito con richiesta di riscontro immediato, un terzo e ultimo richiamo (diffida di pagamento) e l’eventuale apertura di una procedura esecutiva”.



Sull’evento, i consiglieri della Lega Gian Maria Bianchetti, Mauro Gaggini, Lucia Minotti e Christian Tresoldi avevano chiesto diverse delucidazioni al Municipio, accusando gli organizzatori di “aver salpato velocemente le ancore, lasciando insolute le fatture emesse”. Il titolo scelto per l'atto era emblematico: “Evento truffaldino evitabile al LAC?”

Secondo il Municipio il LAC non si può ritenere “co-responsabile di eventuali danni nei confronti di terzi in quanto è coinvolto unicamente come fornitore di spazi, né può essere imputata alcuna responsabilità per accordi privati tra organizzatori e terze parti”. Di norma, la prassi finora adottata prevede che, “in caso di aziende con sede legale all’estero e senza referenti autorevoli sul territorio”, viene richiesta “una caparra al momento della firma del contratto”.

In questo caso, “nell’edizione tenutasi presso il Casinò di Lugano, l’evento godeva del patrocinio della città e si era concluso con il regolare pagamento della fattura, con soddisfazione di entrambe le parti”. L’evento è stato “ampiamente pubblicizzato sui media e sui social network come un appuntamento di prestigio alla sua quinta edizione”. Considerati “questi elementi, non si è ritenuto necessario chiedere un acconto o il pagamento anticipato”.

Infine, “parlare di comportamenti truffaldini è una libera interpretazione dell’interrogante” replica il Municipio di Lugano agli interroganti. “Le procedure esistenti hanno sempre garantito il corretto svolgimento degli eventi e la tutela dell’istituzione”. Tuttavia, “per ulteriore prudenza”, si sta valutando “di inserire una clausola per il pagamento anticipato ai clienti che non abbiano uno storico di collaborazione positiva con il LAC o che abbiano sede legale all’estero senza referenti locali”.

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