Ticino, 12 gennaio 2026

La chat telegram svizzero-ucraina vuole bloccare una proiezione a Muralto? Il comune si farà imporre la censura da parte degli statuti S...

MURALTO - Il 29 gennaio 2026, alla Sala Congressi di Muralto, è in programma la proiezione pubblica del documentario “Maidan – la strada verso la guerra”, dedicato agli eventi che hanno preceduto il conflitto in Ucraina. La serata prevede una presentazione e interventi di vari relatori. L’evento è annunciato pubblicamente e inserito in varie agende per eventi online, compresa quella del Cantone.
 

Proprio questa proiezione ha però scatenato una reazione. In almeno una chat svizzero-ucraina con migliaia di iscritti, legata presumibilmente a gruppi di profughi con statuto S si troverebbe un’azione coordinata per chiedere l’annullamento della proiezione, invitando a scrivere alle autorità comunali e cantonali per bloccare l’evento, definito “propaganda”.  
 


 

Il Ticino sta diventando dunque terreno di scontro tra russofili e ucrainofili, una tensione da "guerra civile di importazione" che preoccupa. L’utilizzo di spazi pubblici e la programmazione culturale non possono essere sottoposti a veti politici, soprattutto se importati dall’estero.


Sul caso è intervenuto anche il consigliere nazionale Lorenzo Quadri, che su Facebook scrive:
"Gli statuti S, non contenti del trattamento privilegiato che ricevono in Svizzera, tentano di impedire la proiezione di un documentario a Muralto. In Ticino, qual è la percentuale dei profughi ucraini che ha un lavoro? A fine maggio scorso, la Svizzera per gli statuti S aveva già speso 4.3 miliardi di franchi. Adesso verosimilmente siamo a quota 5 miliardi…»"


Fonte: post Lorenzo Quadri, agenda tio

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