Ticino, 05 giugno 2026

Andrea Sanvido: "Il Ticino rischia di perdere il treno dell’intelligenza artificiale nella scuola"

Intelligenza artificiale, scuola e futuro del lavoro: Andrea Sanvido chiede al Governo una strategia concreta, tempi chiari e garanzie su dati, energia e formazione dei docenti

BELLINZONA – L’intelligenza artificiale sta già cambiando lavoro, economia, formazione e vita quotidiana. Ma la scuola ticinese è pronta a formare i giovani su una delle competenze decisive dei prossimi anni? È la domanda al centro dell’interrogazione presentata da Andrea Sanvido, deputato della Lega dei Ticinesi, con cofirmatari di diversi partiti.
 

Il testo parte da un punto preciso: numerosi Paesi stanno già investendo nell’introduzione dell’intelligenza artificiale nei percorsi scolastici e formativi. Programmazione, alfabetizzazione digitale, uso critico degli strumenti, sicurezza, impatto sociale ed economico non sono più temi da specialisti, ma competenze sempre più centrali per chi entrerà nel mondo del lavoro nei prossimi anni.
 

Sanvido ricorda che anche il Programma di legislatura 2023-2027 del Cantone Ticino riconosce l’importanza della trasformazione digitale e dell’intelligenza artificiale, indicando la volontà di elaborare una strategia cantonale per integrarla nella formazione e nell’educazione. Il problema, però, è il tempo. Mentre il mondo accelera, il Ticino non può limitarsi alle intenzioni.
 

Nell’interrogazione si parla apertamente del rischio che il Cantone accumuli un ritardo difficilmente recuperabile rispetto ad altri Paesi e regioni. L’intelligenza artificiale, si legge nel testo, non va vista solo come uno strumento tecnologico, ma come una nuova forma di alfabetizzazione del XXI secolo. Non introdurre tempestivamente queste competenze significherebbe esporre le future generazioni ticinesi a uno svantaggio competitivo.
 


 

Il tema non riguarda solo la scuola. Riguarda anche l’attrattività economica del territorio, la capacità di innovare, la nascita di nuove imprese tecnologiche e la possibilità di evitare una dipendenza strutturale da competenze sviluppate altrove. Per un Cantone che già fatica a trattenere giovani qualificati, restare indietro su questo fronte sarebbe un errore pesante.
 

L’interrogazione non ignora nemmeno i rischi. Tra le criticità citate ci sono il consumo energetico e idrico dei grandi centri di calcolo, la protezione della privacy e l’utilizzo dei dati per l’addestramento dei modelli. Per questo Sanvido chiede di valutare soluzioni rispettose della legislazione svizzera sulla protezione dei dati, sostenibili dal punto di vista energetico e possibilmente legate a infrastrutture svizzere o europee.
 

Il deputato leghista chiede quindi al Consiglio di Stato se ritenga prioritario introdurre l’insegnamento dell’intelligenza artificiale già dalla scuola media, se esista una strategia concreta e calendarizzata, entro quali tempi si intenda intervenire sul Piano di studio della scuola dell’obbligo e quali competenze si vogliano sviluppare: utilizzo pratico, programmazione, etica, pensiero critico e sicurezza digitale.
 

Sul tavolo ci sono anche la formazione dei docenti, il coinvolgimento di SUPSI, USI o altri enti specializzati, le risorse finanziarie e organizzative da mettere in campo e la scelta dei servizi o modelli di intelligenza artificiale da utilizzare nell’Amministrazione cantonale. 

Fonte: Interrogazione parlamentare di Andrea Sanvido

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