RSI - Il sondaggio GFS sui «200 franchi bastano!» viene presentato come equilibrato. Ma a sollevare il caso è Andrea Giudici: il committente dell’indagine è la stessa SSR, direttamente coinvolta nella votazione. «Ma secondo voi è normale che il committente del sondaggio sia la stessa SSR che è direttamente coinvolta nella votazione?», scrive Giudici. E aggiunge: «Non c’è un conflitto d’interesse evidente tra l’istituto dei sondaggi e il committente SSR?».
Il punto non è il risultato numerico, ma il metodo. Un’azienda finanziata dal canone commissiona un sondaggio su un’iniziativa che mira a ridurre quel finanziamento, e poi lo rilancia nei propri canali. Formalmente lecito, politicamente discutibile.
I sondaggi influenzano l’opinione pubblica, soprattutto in fase di campagna. Quando chi paga è parte in causa, la credibilità dell’operazione viene messa in dubbio. La domanda posta da Giudici resta aperta. Ed è una domanda che la SSR farebbe bene a chiarire.
Fonte: Post deputato al GC, Andrea Giudici





