FRANCIA - Cinque arresti iniziali, poi saliti a undici. È questo il bilancio dell’inchiesta aperta dalla procura di Lione sull’omicidio di Quentin Deranque, 23 anni, attivista morto dopo un pestaggio con trauma cranico. Il procuratore ha aperto un procedimento per omicidio volontario.
Tra i fermati figura l'assistente parlamentare del deputato di Raphaël Arnault, esponente di La France Insoumise. L'assistente sarebbe legato a gruppi antifascisti come la Jeune Garde, sciolta nel 2025. Coinvolto anche un altro collaboratore di Arnault.
Quentin stando ad alcune ricostruzioni faceva parte del collettivo identitario Némésis. L’aggressione è avvenuta a margine di un evento politico a Lione. Secondo le prime ricostruzioni, il giovane sarebbe stato colpito violentemente alla testa, riportando lesioni fatali.
Il caso ha acceso lo scontro politico. Emmanuel Macron ha condannato l’atto, mentre la premier italiana Giorgia Meloni ha parlato di “clima d’odio”. Intanto, ambienti dell’estrema destra diffondono online foto e indirizzi dei sospettati. Il rischio è che alla violenza segua altra violenza.





