In base all’art. 55 della Legge sull’asilo (LAsi), il Consiglio federale ha la possibilità, in circostanze eccezionali, di limitare, sospendere o bloccare le ammissioni di richiedenti l’asilo.
Malgrado il leggero calo delle nuove domande, la situazione rimane critica, in particolare in Cantoni come il Ticino: sempre nuovi richiedenti vanno ad aggiungersi a quelli già presenti sul territorio.
Ogni anno al Ticino vengono assegnati 500/600 nuovi richiedenti, ai quali si sommano i profughi ucraini. Le persone attualmente presenti sul territorio, appartenenti alle due categorie citate, sono circa 5’100.
Ai problemi gestionali – il Canton Ticino si trova oggi costretto a posare strutture prefabbricate per disporre di alloggi sufficienti per i richiedenti l’asilo assegnati da Berna – si aggiungono quelli di natura finanziaria. Il “pacchetto di sgravi 2027” della Confederazione prevede la riduzione da 7 a 5 anni della durata dei forfait federali ai Cantoni per il mantenimento dei richiedenti l’asilo. Per il Ticino ciò comporterebbe un onere ulteriore di 79 milioni di franchi per il periodo 2027–2032.
A seguito della sua collocazione geografica, il Ticino è inoltre il Cantone maggiormente esposto alle entrate irregolari.
La realtà sul territorio cantonale rimane dunque molto difficile.
Chiedo pertanto al CF:
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Come valuta il CF l’applicazione dell’art. 55 LAsi alla luce della situazione molto tesa che si è creata in questi anni?
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Intravede il CF misure di risparmio effettivamente efficaci, invece del trasferimento degli oneri su Cantoni e Comuni contemplato dal “pacchetto di sgravi 2027”?
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Il CF si sta attivando per emanare nuove disposizioni procedurali nel settore? E per fissare condizioni più restrittive per la concessione dell’asilo?
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Negli ultimi mesi si segnala un aumento della percentuale di attribuzioni ai Cantoni di richiedenti l’asilo senza permesso, con decisione negativa e NEM/TP (non entrata in materia/con termine di partenza). È intenzione del CF rinunciare all’attribuzione ai Cantoni di persone che non hanno diritto di restare in Svizzera e per le quali non sono previste risorse per l’integrazione?
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Perché la Confederazione non mantiene la gestione dei richiedenti con decisione negativa e NEM/TP, invece di attribuirla ai Cantoni, essendo maggiormente competente per le operazioni di rinvio?
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Qualora non fosse possibile bloccare le ammissioni in base all’art. 55 LAsi, la SEM è intenzionata a ridurre le attribuzioni a quei Cantoni particolarmente penalizzati, come il Ticino?
Lorenzo Quadri
Consigliere nazionale
Lega dei Ticinesi






