Svizzera, 14 marzo 2026

Il professore di economia avverte: "Svizzera paese sonnambulo, serve controllo immigrazione e stop obiettivi climatici"

La Svizzera è un “paese sonnambulo” che deve svegliarsi con radicali cambiamenti in materia di politica migratoria e climatica. È questa in sintesi la tesi, che sta facendo discutere, del professore di economia Reiner Eichenberger che in un'intervista rilasciata a 20 Minuten in occasione della pubblicazione di un suo appello ai presidenti dei partiti elvetici, scritto con un altro accademico, Fabian Kuhn, il 65enne definisce molti politici svizzeri “sonnambuli” e offre una diagnosi spietata di quello che considera il declino elvetico. Il problema, a suo avviso, non è la qualità delle istituzioni, ma il fatto che sono state neutralizzate da un meccanismo perverso: i cosiddetti costi di gestione (Füllungskosten, letteralmente costi di riempimento), sulla scia dell'arrivo in massa di nuovi abitanti.

“Attualmente la Svizzera non sta sfruttando appieno il proprio potenziale”, afferma il docente all'università di Friburgo. Uno dei punti centrali dell'analisi di Eichenberger riguarda la crescita economica. Contrariamente alla narrazione comune, il professore sostiene che la performance elvetica sia in realtà ben poca cosa, se misurata nel modo giusto. “La Svizzera ha avuto una crescita più elevata solo in termini di prodotto interno lordo (Pil) totale. Ma questo è dovuto solo alla sua grande espansione demografica: dall'introduzione della piena libertà di circolazione con l'Ue nel 2007 ad oggi, è stata di ben 18 volte superiore a quella della Germania. Il Pil pro capite - la grandezza decisiva per la prosperità e la qualità della vita - dal 2007 al 2023 è cresciuto dello 0,64%, in Germania dello 0,67%. Inoltre, i numeri svizzeri sono gonfiati dal 'doping dei frontalieri': il lavoro dei frontalieri viene conteggiato nel Pil, ma non viene considerato nel numero di abitanti. Senza questo doping, la performance della Svizzera dal 2007 è misera: ammonta solo allo 0,39%. Con questo dato, la Svizzera è addirittura dietro all'Eurozona, entità in crisi, con il suo 0,57%”.

Eichenberger e il suo coautore Fabian Kuhn sostengono inoltre che per la Svizzera continuare ad aderire rigorosamente ad accordi internazionali come l'Accordo di Parigi sul clima, quando gran parte del resto del mondo li ignora, rappresenta un rischio enorme e un costo insostenibile.

Ecco le sue tesi e richieste più controverse:

  • Pericolo derivante dagli accordi internazionali: Eichenberger e Kuhn avvertono che la Svizzera sta cadendo in una trappola costosa se continua ad attuare meticolosamente accordi internazionali come gli obiettivi climatici di Parigi, mentre la maggior parte del resto del mondo li ignora di fatto.
     
  • La trappola dei costi della "libera immigrazione": Eichenberger sostiene che la libera immigrazione mette a dura prova le infrastrutture, causa elevati "costi di saturazione" e disincentiva i cittadini a promuovere buone politiche.
     
  • Rispetto dei trattati UE: Al fine di controllare finanziariamente l'immigrazione senza violare formalmente i trattati UE sulla libera circolazione delle persone, gli autori propongono una tassa occulta sull'immigrazione.
     
  • Tassa sostitutiva per tutti gli immigrati: In particolare, Eichenberger e Kuhn chiedono che la tassa sostitutiva per il servizio militare, pari a circa 50'000 franchi svizzeri, venga estesa a tutti i residenti in Svizzera senza eccezioni, comprese donne e immigrati.
     
  • Capitale iniziale a tutela dei cittadini svizzeri: Per garantire che i cittadini svizzeri non debbano pagare direttamente questa imposta, lo Stato dovrebbe accumulare un capitale iniziale di 3'000 franchi svizzeri all'anno per ogni bambino che cresce in Svizzera.
  • Abolizione radicale dell'IVA: Per impedire agli importatori di sfruttare il potere d'acquisto svizzero con prezzi gonfiati, Eichenberger chiede l'abolizione completa dell'IVA e una radicale apertura delle frontiere alle merci straniere.
     
  • Eliminazione di tutti i sussidi al trasporto pubblico: Nel settore dei trasporti, il documento chiede la massima trasparenza dei costi; i miliardi di sussidi al trasporto pubblico dovrebbero essere completamente eliminati e sostituiti da tariffe che coprano i costi.
  • Una tassa universale per la CO₂ al posto degli obiettivi climatici: In materia di politica climatica, lo Stato dovrebbe abbandonare i rigidi obiettivi quantitativi e introdurre invece un prezzo universale per la CO₂, i cui proventi dovrebbero essere interamente ridistribuiti alla popolazione.
     
  • Tasse dimezzate per i pensionati che lavorano: Poiché l'età pensionabile fissa è il problema principale di una popolazione che invecchia, gli autori propongono di tassare il reddito da lavoro di coloro che hanno più di 67 anni con un'aliquota dimezzata, al fine di creare forti incentivi per la continuazione volontaria dell'attività lavorativa.
     
  • Incentivi finanziari per la guarigione dei pazienti: Il sistema sanitario deve essere ristrutturato in modo che un sistema di prezzi di trasferimento premi finanziariamente le compagnie assicurative che trasferiscono gli assicurati con polizze a basso costo ad altre compagnie, spostando così l'attenzione sulla reale guarigione dei pazienti.
     
  • Deduzione fiscale per le perdite dovute all'inflazione: Eichenberger propone un alleggerimento fiscale per il capitale eccessivamente tassato, consentendo agli investitori di dedurre le perdite dovute all'inflazione dai loro rendimenti nominali.
     
  • Premi milionari per le iniziative popolari: Poiché i partiti politici spesso strumentalizzano le iniziative popolari principalmente per acquisire voti, propone di premiare con un premio di due milioni di franchi le iniziative orientate alla soluzione di problemi concreti, che vengono accolte dai cittadini alle urne.
     
  • Sistema di incentivi nella perequazione fiscale: i cantoni che ottengono buoni risultati non dovrebbero più essere immediatamente penalizzati con un aumento delle tasse nell'ambito del sistema di perequazione fiscale, ma dovrebbero invece poter conservare i benefici finanziari derivanti da politiche solide ed efficienti come bonus per un periodo da quattro a otto anni.
     
  • Pericolo di "migrazione demografica": gli economisti delineano una nuova minaccia globale, ovvero una "migrazione demografica" internazionale in cui i giovani lavoratori fuggiranno in massa dai paesi con una popolazione che invecchia verso stati con una tassazione più favorevole, aumentando ulteriormente la pressione sul sistema svizzero.


Le proposte di Eichenberger sono state accolte in modo diverso dai politici svizzeri. Il Consigliere Nazionale UDC Roland Rino Büchel, per esempio, si trova piuttosto d'accordo. L'esperto di politica estera ha affermato senza mezzi termini: "Sì, il nostro Paese è sempre più invischiato in impegni internazionali e progetti ideologici". Ha sostenuto che l'analisi rivela incentivi perversi creati dalla libera circolazione delle persone e dimostra che l'immigrazione grava sulle infrastrutture, riduce l'offerta di alloggi e rallenta il traffico.

Le proposte sono "audaci" e Büchel ritiene che le idee di Eichenberger debbano essere "esaminate con imparzialità", soprattutto quella relativa a una tassa sull'immigrazione. Büchel ha aggiunto che la "pratica costosa e rischiosa di considerare intoccabili accordi grotteschi come l'Accordo di Parigi sul clima" merita un dibattito. "Non possiamo più permetterci di essere i migliori del mondo", ha concluso Büchel.

Più critica invece la Consigliera nazionale del Centro Elisabeth Schneider-Schneiter: "Dal punto di vista politico, molte delle proposte sono più argomenti di discussione che pacchetti di riforme realistici".

"Alcuni approcci sarebbero difficili da attuare in un'ottica democratica, mentre altri metterebbero a repentaglio la cooperazione internazionale. Questa cooperazione è oggi più importante che mai, ad esempio per la stabilità economica, la sicurezza e per affrontare le sfide globali", ha dichiarato la rappresentante di Basilea Campagna.

La sinistra, dove Eichenberger è da tempo una spina nel fianco, ha un'opinione completamente diversa. "Le proposte dell'autoproclamato poliedrico Reiner Eichenberger sono talmente assurde e distaccate dalla realtà da non meritare ulteriori commenti", ha affermato il Consigliere nazionale del Partito Socialista Fabian Molina.

"Nessuna di esse risolve alcun problema o è minimamente realizzabile", ha dichiarato l'esperto di politica estera e di sicurezza di Zurigo. Il suo verdetto: "completamente ridicole".

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