Il tema è tornato sul tavolo. Dopo due anni di sperimentazione in sei sedi, il Consiglio di Stato propone di estendere l’abolizione dei livelli A e B nella scuola media. Un progetto che ricorda da vicino “La scuola che verrà”, respinta dal popolo ticinese nel 2018. Il costo stimato è di 9,3 milioni di franchi annui a regime.
Abbiamo chiesto a Maruska Ortelli, presidente della Commissione formazione e cultura del Gran Consiglio, come valuta questa operazione. La posizione è articolata: apertura sul principio, ma cautela su metodo e tempistiche.
“A livello sociale, l’abolizione dei livelli A e B favorisce l’integrazione, evita etichette precoci e promuove l’equità scolastica. Il principio è condivisibile, ma diversi nodi meritano prudenza.” Il punto critico riguarda la base di partenza: “Due anni di prova in sole sei sedi sono un campione limitato per valutare gli impatti a lungo termine sui risultati degli allievi.”
Non solo. Il nodo finanziario pesa: “Un aumento strutturale di spesa di 9 milioni annui, in un momento in cui il Cantone deve risparmiare, richiede estrema cautela.” E sulla messa in pratica: “Tempistiche, logistica e gestione dei docenti vanno pianificate con rigore assoluto.” La conclusione è chiara: “Non possiamo permetterci passi falsi su un tema così vitale per il futuro della nostra scuola.”






