La salute dentaria è importante e nessuno mette in dubbio che le cure debbano essere accessibili. Ma l’iniziativa cantonale sul rimborso delle cure dentarie sceglie la strada sbagliata: quella di una nuova assicurazione pubblica obbligatoria, con nuovi costi a carico di lavoratori e datori di lavoro.
In un momento in cui famiglie e imprese sono già sotto pressione per l’aumento dei premi di cassa malati, dell’energia e del costo della vita, introdurre un ulteriore prelievo non è una scelta responsabile. Il rischio è chiaro: trasformare un problema reale in un nuovo sistema collettivo, costoso e burocratico.
Il punto non è negare le difficoltà di chi fatica a pagare il dentista. Il punto è capire come intervenire. Far pagare tutti, anche chi oggi finanzia autonomamente le proprie cure, significa spostare ancora una volta il peso su salari, imprese e contribuenti. Senza alcuna garanzia di un accesso migliore alle prestazioni.
Per aiutare le persone in difficoltà esistono già strumenti di sostegno e interventi mirati. Se necessario, questi possono essere rafforzati, concentrando le risorse su chi ha davvero bisogno, invece di costruire una nuova macchina obbligatoria per l’intera popolazione.
Le buone intenzioni non bastano. Servono soluzioni sostenibili, efficaci e finanziariamente responsabili. L’iniziativa rischia invece di aprire la porta a nuova spesa pubblica, nuovi oneri amministrativi e nuove tasse sul lavoro.
Per questo motivo, il 14 giugno bisogna votare NO all’iniziativa per il rimborso delle cure dentarie. Un NO per evitare nuovi costi, nuova burocrazia e un ulteriore carico sulle spalle di cittadini e aziende.
Omar Balli, Deputato al Gran Consiglio, Lega dei Ticinesi





