Ticino, 13 giugno 2026

Deduzioni professionali a 3’500 franchi: il Parlamento dà più respiro ai lavoratori

Il Gran Consiglio ha approvato la proposta di fissare nella Legge tributaria la deduzione forfettaria per le altre spese professionali. Michele Guerra: «Non si tratta di introdurre un nuovo privilegio fiscale».

l Gran Consiglio ha approvato l’iniziativa parlamentare che fissa nella Legge tributaria la deduzione forfettaria per le altre spese professionali a 3’500 franchi. Una decisione concreta, attesa da tempo e destinata a incidere direttamente sui lavoratori dipendenti.
 

A presentare il rapporto in aula è stato Michele Guerra, che ha ricordato come la proposta avesse «tre obiettivi chiari»: aumentare l’attuale deduzione da 3’000 a 3’500 franchi, iscrivere questo importo direttamente nella Legge tributaria e garantirne nel tempo il valore reale attraverso l’adeguamento all’indice nazionale dei prezzi al consumo.
 

Guerra ha sottolineato che il tema non nasce oggi. «Era già presente nelle discussioni di merito sulla riforma fiscale come un passaggio atteso e sostanzialmente acquisito», ha spiegato, ricordando che la mancata applicazione dell’aumento aveva fatto discutere «in Parlamento, fuori da quest’aula e anche sui media». Da qui la necessità di arrivare a una soluzione «solida, chiara e istituzionalmente corretta».
 

Il punto politico della misura è stato espresso in modo netto: «Non si tratta di introdurre un nuovo privilegio fiscale. Si tratta di aggiornare una deduzione esistente, riconoscendo che chi esercita un’attività lucrativa dipendente sostiene costi reali legati alla propria professione». Una posizione chiara: chi lavora ha spese professionali vere, e il fisco deve tenerne conto in modo adeguato.
 




Secondo Guerra, la misura va letta anche in chiave economica. «Lasciare più soldi in tasca ai lavoratori significa anche sostenere il potere d’acquisto e dare ossigeno all’economia in un momento non semplice». Un ragionamento concreto, soprattutto in una fase segnata da rincari, premi di cassa malati pesanti e margini sempre più stretti per molte economie domestiche.
 

Nel dibattito sono state richiamate anche le riserve del Consiglio di Stato, in particolare sull’impatto finanziario e sui possibili sviluppi del diritto federale. La maggioranza del Parlamento ha però deciso di non rinviare ulteriormente. Come ricordato da Guerra, «l’impatto è noto, circoscritto e quantificabile» e la misura è quindi «integrabile nella pianificazione finanziaria».
 

C’è infine un aspetto istituzionale importante. «Una scelta fiscale che riguarda un numero ampio di contribuenti deve essere assunta dal legislatore», ha affermato Guerra. Inserire l’importo direttamente nella legge significa rafforzare «la certezza del diritto, la trasparenza e il controllo democratico».
 

Con questa decisione il Gran Consiglio manda un segnale chiaro: meno pressione fiscale su chi lavora e più attenzione al potere d’acquisto dei contribuenti. Non una concessione, ma una correzione concreta e attesa.
 

Fonte: intervento parlamentare di Michele Guerra

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