Svizzera, 11 settembre 2026

Un hacker condannato a 12 di carcere e espulsione per aver partecipato a un maxi attacco informatico che ha causato 100 milioni di franchi di danni

Un informatico ucraino è stato condannato a Zurigo a 12 anni e 9 mesi di carcere, oltre all'espulsione dalla Svizzera per 10 anni. Questo sviluppatore di ransomware (un software che blocca sistemi informatici) è stato ritenuto colpevole di partecipare all'attacco informatico contro diverse aziende, tra cui Stadler Rail, in un attacco i cui danni sono stimati a circa 100 milioni di franchi.

Nella sentenza emessa giovedì e ripresa dal Tages-Anzeiger, il tribunale distrettuale di Zurigo è andato oltre la richiesta della procura, che aveva domandato una pena detentiva di dodici anni per l'informatico cinquantaduenne. L'uomo, residente nel canton Basilea Campagna, si trova in custodia cautelare dall'ottobre 2021.

Il tribunale ha ritenuto accertato il ruolo chiave dell'imputato negli attacchi informatici contro società come Stadler Rail, Meier Tobler e Crealogix, finalizzati a estorcere riscatti. È considerato lo sviluppatore principale dei malware LockerGoga, MegaCortex e Nefilim, utilizzati per crittografare i dati delle aziende prese di mira.

Durante l'attacco a Stadler Rail, l'imputato ha sottratto circa 500 gigabyte di dati riservati, minacciando di pubblicarli online. Stadler Rail si è rifiutata di pagare il riscatto richiesto, mentre altre aziende hanno ceduto. Complessivamente, i danni subiti sono stimati in 100 milioni di franchi.



Secondo il giudice, l'ucraino non era la "mente" delle operazioni, ma ha sviluppato il malware trasmettendolo a mandanti rimasti finora sconosciuti. Questi ultimi individuavano le aziende da colpire, in Svizzera e all'estero, e coordinavano le estorsioni.

L'imputato ha sempre negato di essere a conoscenza dell'uso criminale del proprio software e ha sostenuto di aver lavorato semplicemente come consulente per un cliente sconosciuto nel campo della sicurezza informatica; motivo per cui i codici sorgente erano stati rinvenuti presso la sua abitazione. Il tribunale, tuttavia, non gli ha creduto: tra i suoi dati sono stati trovati anche messaggi di estorsione.

Durante il processo, svoltosi ad agosto, alcune rivelazioni dell'accusa avevano destato scalpore: il presunto mandante dell'imputato avrebbe infatti collaborato con i servizi segreti russi, prima di morire cadendo da una finestra a Mosca nel novembre 2022. Si tratterebbe di un hacker ucraino sulla cui testa gli Stati Uniti avevano posto una taglia e che disponeva di una falsa identità fornita dall'intelligence russa. Tuttavia, nulla indica che l'imputato avesse intrattenuto legami diretti con i servizi segreti russi.

L'avvocato della difesa aveva chiesto l'assoluzione piena del proprio assistito e un risarcimento per la detenzione subita. A suo avviso, tutti i supporti di memorizzazione sequestrati avrebbero dovuto essere dichiarati inammissibili, poiché l'imputato non era stato adeguatamente informato, al momento delle perquisizioni, del suo diritto di richiedere l'apposizione dei sigilli sui dati. La sentenza non è comunque definitiva ed è soggetta a ricorso.

Guarda anche 

Organizzazioni musulmane vogliono lanciare un referendum sul divieto di portare il velo islamico

Lunedì scorso il Gran Consiglio zurighese ha approvato, con 87 voti favorevoli e 82 contrari, il divieto di indossare il velo islamico nelle scuole. Il Consiglio d...
07.09.2026
Svizzera

Dopo Argovia e San Gallo, anche Zurigo vuole vietare il velo islamico nelle scuole pubbliche

Il Parlamento di Zurigo ha approvato a stretta maggioranza una mozione dell'UDC che chiede di proibire a donne e ragazze di indossare copricapi religiosi nelle scuole...
02.09.2026
Svizzera

Condannato a 19 anni di carcere e espulsione per aver ucciso la compagna mentre la torturava sessualmente

Il Tribunale penale di Ginevra ha condannato un uomo, 41enne cittadino della Sierra-Leone, a 19 anni di reclusione per omicidio premeditato. L'uomo aveva causato la m...
30.08.2026
Svizzera

Il suo sostegno allo Stato Islamico gli costa il ritiro del passaporto svizzero

Un uomo di trent'anni, residente nel cantone di Vaud, si è visto revocare la cittadinanza svizzera per attività legate allo Stato Islamico. Il Tribunale...
27.08.2026
Svizzera

Informativa sulla Privacy

Utilizziamo i cookie perché il sito funzioni correttamente e per fornirti continuamente la migliore esperienza di navigazione possibile, nonché per eseguire analisi sull'utilizzo del nostro sito web.

Ti invitiamo a leggere la nostra Informativa sulla privacy .

Cliccando su - Accetto - confermi che sei d'accordo con la nostra Informativa sulla privacy e sull'utilizzo di cookies nel sito.

Accetto
Rifiuto