Non passa quasi giorno senza nuovi sviluppi sulla vicenda del prezzo dei caccia F-35. Questa volta la stampa domenicale riferisce di una notizia che è difficile considerare una coincidenza: poco prima di Natale 2024, il Dipartimento federale della difesa (DDPS) ha ricevuto, secondo la «SonntagsZeitung», un cosiddetto «non-paper», ossia un documento diplomatico dove gli Stati Uniti segnalavano che l’accordo sugli F-35 «avrebbe potuto comportare costi supplementari».
Come rivela la «SonntagsZeitung», pochi giorni dopo, la consigliera federale Viola Amherd e Darko Savic, alto funzionario che ricopriva un ruolo chiave come responsabile del progetto di acquisizione dei caccia, annunciano le proprie dimissioni a una settimana di distanza l’uno dall’altra.
Entrambi avevano sempre assicurato che la Svizzera avrebbe beneficiato di un prezzo fisso. L’esistenza di tale documento è stata rivelata questa settimana dalla Commissione della gestione nel suo rapporto d’inchiesta sul dossier F-35. Finora si riteneva che gli Stati Uniti avessero fornito indicazioni scritte su un possibile aumento dei costi solo alla fine di febbraio 2025 e che Viola Amherd ne avesse poi informato il Consiglio federale a marzo. Con queste nuove rivelazioni, si scopre la responsabile del dipartimento non aveva informato immediatamente gli organi competenti dopo aver ricevuto il «non-paper», nè tantomeno i suoi colleghi in Consiglio federale.
Al momento dell’acquisto degli F-35, il DDPS aveva assicurato per anni che l’acquisto dei nuovi caccia avrebbe offerto un’elevata sicurezza in termini di costi. Nel 2022, il responsabile del progetto Darko Savic aveva dichiarato alla Commissione della politica di sicurezza che la Svizzera disponeva di un'offerta vincolante da parte degli Stati Uniti per i costi di esercizio fino al 2040.
ArmaSuisse conferma ora alla «NZZ am Sonntag» che non esiste alcun contratto di manutenzione valido fino al 2040; per la manutenzione degli F-35 vengono stipulati solo contratti annuali. Di conseguenza, alcuni esponenti politici temono ora ulteriori costi aggiuntivi.











