Sport, 28 gennaio 2019

Renzetti: “Il budget resterà uguale, stiamo già facendo miracoli”

A colloquio con il presidente del Lugano

LUGANO - I temi sul tavolo di Angelo Renzetti: dal nuovo stadio, al mercato in corso; dal ritorno di Armando Sadiku, alle prospettive del Lugano per la seconda fase di campionato e, anche, lo mancanza di pubbico a Cornaredo. La parola al presidente bianconero.

Iniziamo dalla questione stadio e dalle strutture che completeranno appunto il citato polo sportivo.
Sono scaduti i termini del concorso per presentare il nuovo progetto, solo due “cordate” si sono presentate ai… nastri di partenza.

Come mai lei ne è rimasto fuori? 
Questo passo era riservato alle aziende che in passato avevano già investito somme enormi. Personalmente quindi non potevo entrare in prima persona in questa operazione. Ora vediamo come procedere con il mio gruppo. 

Eppure lei sembrava motivato a proporsi in prima persona… 
Voglio ribadirlo, sono più che mai interessato a dare al Lugano una casa solida e duratura e che sappia avere pure delle importanti sinergie con tutte le altre strutture che cresceranno attorno allo stadio. Seguirò attentamente tutto lo sviluppo della vicenda. Al momento sto seguendo ancora tutto l’iter burocratico per capire come intendo procedere. Monitorare la situazion: questo è il primo obiettivo poi vedremo. 

Passiamo al calcio giocato, al ritorno di Armando Sadiku. La presenza di un giocatore come quello albanese sposterà gli obbiettivi del Lugano? Si può riparlare di Europa League? 
Innanzitutto per noi si tratta di un’importante opportunità e quindi siamo consapevoli che con lui soprattutto il fronte offensivo può presentare interessanti varianti. È chiaro che con questo giocatore proveremo a fare meglio rispetto alla prima fase del campionato ma senza porci dei precisi traguardi. Sarebbe sciocco pensarla così almeno inizialmente. Speriamo che, dopo l’infortunio, Sadiku dimostri in questi cinque mesi di essersi ripreso totalmente. Se così sarà potrà darci un contributo importante.

Con un simile “quartetto” (Gerndt, Bottani, Junior e appunto Sadiku) il settore avanzato del Lugano diventa uno dei più accattivanti del lotto…
Questo è vero ma, come tutti sappiamo, le parole sono una cosa ed i fatti un’altra. Nel calcio non c’è nulla di scontato e quindi dobbiamo restare realisti e sperare che i vari giocatori possano trovare tra loro un preciso dialogo. Per il resto vedremo come sapranno stare sul campo. 

Mattia Bottani è uno degli elementi sul quale voi puntate molto. Nel girone di ritorno ci sarà finalmente la sua consacrazione? 
Lo spero veramente, per il bene della squadra e, soprattutto per il suo. E lo spero anche per tutto il Ticino calcistico visto che Mattia attualmente è il giocatore più rappresentativo del nostro calcio cantonale.

Lei ha sempre sostenuto di non aver mai avuto un Lugano così forte, eppure negli Swiss Awards non figurano giocatori della sua squadra… 
Io parlo sempre di squadra non di singoli elementi. Ho detto che non ho mai avuto una rosa così forte. Lo ripeto: non ho mai parlato di individualità. Per me il collettivo è prioritario… 

Ci dica la verità: questo Lugano dove potrà arrivare nel girone di ritorno? 
Mi aspetto che quei sette pareggi che abbiamo colto nella prima fase del torneo si trasformino in almeno tre o quattro vittorie in più. 

Eccoci alla rosa della prima squadra: servono ancora rinforzi per completarla? Ha in serbo qualche colpo a sorpresa? 
Per il momento ci stiamo concentrando sulle uscite. L’eventuale nuovo arrivo dipenderà molto dalle partenze. 

L’eventuale nuovo giocatore l’avete già individuato e quale ruolo dovrebbe occupare? 
È ancora troppo presto per dirlo e di conseguenza non voglio assolutamente sbilanciarmi. Abbiamo la possibilità di prendere ancora un elemento, vedremo se sarà un’altra interessante opportunità,
ma per ora mi fermo qui. 

Uno sguardo al Team Ticino: a che punto siamo con questa “telenovela”?
Ora aspettiamo che ci sia la mediazione della Swiss Footbal League ma credo che alla fine riusciremo a trovare una soluzione. Deve prevalere da parte di tutti il buon senso, per questo aspetto al varco con interesse l’evolversi di questa vicenda. La volontà di andare avanti c’è da parte di tutte. Ci sono soltanto delle “regolette” da mettere a posto. 

Il pubblico è un tema molto caro a lei: nel girone di ritorno il Lugano saprà avere attorno alla sua squadra una cornice più degna? 
Speriamo. Al di là dello… zoccolo duro che non manca mai a Cornaredo, l’affluenza della gente è dipesa ovviamente anche e soprattutto dai risultati. Toccherà alla nostra squadra dimostrare quello che vale, affinché i suoi tifosi si possano identificare, magari con delle belle vittorie.

Parliamo di Baumann: il fatto di averlo confermato come titolare non è un rischio? 
Innanzitutto questa è una valutazione che deve fare l’allenatore e non è certo il compito del sottoscritto di dire se deve scendere in campo o no. Secondariamente abbiamo anche detto che non volevamo ingaggiare un altro portiere perché abbiamo deciso di scommettere su questo ragazzo. È chiaro, nessuno è perfetto e tutti possono commettere degli errori, lo abbiamo visto anche nelle altre squadre. Gli diamo questa opportunità, facendolo giocare molto poi vedremo. 

Per quanto riguarda i rinnovi: a che punto sono le trattative? 
Con Gerndt è più o meno fatta, per quanto riguarda Sabbatini e Piccinocchi li aspettiamo al varco. Noi abbiamo fatto il possibile per la nostra offerta, giustamente loro ora stanno valutando la situazione. 

Si parla tanto di Celestini, lei lo considera l’allenatore ideale del Lugano? 
Per quello che ha dimostrato fino a questo momento sì. È bravo come tecnico e come comunicatore, ha esperienza per aver vissuto situazioni differenti anche all’estero e quindi sa gestire sia gli allenamenti che i rapporti con tutte le parti, anche sul piano dell’organizzazione in generale. 

Qual è stato il tecnico con il quale Renzetti ha legato di più? 
Non saprei, a me interessa che alla guida dell’auto ci sia una persona che mi faccia stare sereno e tranquillo.

Lei lavora a tutto campo, sia per quanto riguarda la sua attività professionale che sportiva. Non si sente un po’ stanco? 
Un po’ sì, vediamo se la nostra squadra riuscirà a farmi dimenticare tutte le fatiche… 

Non le è mai balenata l’idea di mollare?
Ci sono sempre dei momenti in cui pensi di voler lasciare ma poi vai avanti per il bene dell’FC Lugano. 

Parliamo di Malvino che è tornato in Ticino per accasarsi a Chiasso e che è già stato un vostro giocatore. In una recente intervista il sudamericano ha detto di voler salvare la squadra rossoblù e poi di voler tornare a Lugano…
Innanzitutto vediamo come si comporta a Chiasso. Da quando è partito da Lugano l’uruguagio si è un po’ spento. Mai dire mai, ma dipenderà da lui… 

In futuro investirà maggiormente nel Lugano o manterrà lo stesso budget? 
Già con questo budget siamo molto tirati, investire di più non se ne parla nemmeno. Stiamo per contro lavorando molto sui giovani, i frutti di questo settore si vedranno fra tre o quattro anni. 

Per concludere, vuole mandare un messaggio ai tifosi bianconeri? 
Chiedo a loro di stare sempre molto vicino al Lugano, tutti devono essere consapevoli che noi come società stiamo facendo miracoli per portare avanti il nostro progetto ed i giocatori si stanno impegnando al massimo. Con l’aiuto di tutti potremo fare meglio per ottenere delle importanti soddisfazioni.
G.M.

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