Sport, 12 maggio 2019

Svizzera vs Ital...oriundi: l’amichevole della vergogna

11 marzo 1982: alla Resega botte da orbi poi l’arbitro decide di sospendere la gara

IL CONTESTO - Siamo all’inizio degli Anni Ottanta. In Svizzera dominano le grigionesi e il Bienne mentre l’hockey ticinese ha compiuto il primo importante passo verso la gloria. Lugano e Ambrì Piotta sono finalmente salite nella massima serie ed entrambe puntano, in uno spazio di tempo ragionevolmente breve, a diventare protagoniste.

Le due squadre hanno appena festeggiato la doppia promozione in Lega Nazionale A e il Ticino è pronto ad ospitare un amichevole di lusso. Alla Resega si gioca infatti Svizzera-Italia. I rossocrociati giocano nel gruppo B e preparano i Mondiali di categoria che disputeranno a Klagenfurt. Gli azzurri, che sono tornati dopo tanti anni nel gruppo A, affilano le armi per la trasferta in Finlandia, dove cercheranno di difendere il posto nella massima serie. La nostra rappresentativa fatica maledettamente: sono anni difficili, di risultati scarsi e di continui cambiamenti sulla panchina. Il gruppo B è la “casa” degli elvetici, che sognano di giocare contro squadroni come l’Unione Sovietica, il Canada e la Cecoslovacchia ma hanno mezzi tecnico-fisici limitati.

Per la stagione 1981/1982 il team è affidato a Lasse Lijlia, tecnico dell’Arosa. Vulcanico, scontroso e pure rodomontesco, lo svedese si mette alla guida della Nazionale con un unico obiettivo: riportarla nell’élite mondiale. Ma attorno a lui (e alla squadra) c’è diffidenza. La base è costituita dai giocatori del Davos, dell’Arosa e del Bienne. Ma in rosa c’è un giovane talento fortissimo, Jòrg Eberle, attaccante dell’Herisau che fa gola a tanti club. Verrà acquistato dal Davos, prima di decollare definitivamente nel Grande Lugano di lì ancora da venire.

ORIUNDI - Il test della Resega è alquanto stimolante per i nostri. L’avversario è tosto e rognoso.
È l’Italia di Dave Chambers, promossa l'anno prima nel gruppo A, e la cui rosa è infarcita di giocatori oriundi canadesi e americani. La federazione della Vicina Repubblica ha cambiato le regole sugli stranieri aprendo ai giocatori dal doppio passaporto o che possano dimostrare di avere parenti italiani. L’Italia assorbe dunque il gioco e i modi di fare dei giocatori provenientidal Nordamerica. In primis l’atteggiamento
duro e provocatorio che tengono sul ghiaccio. Il BluePeam, come verrà chiamato in seguito, diventa un’autentica mina vagante e per alcuni anni riuscirà a ritagliarsi uno spazio discreto nell’ambito dell’hockey europeo.

A Lugano si presenta dunque in gran spolvero: battere la Svizzera, rappresentante di un hockey comunque superiore per qualità, è una occasione troppo ghiotta... E così l'11 marzo 1982, di fronte a quasi 6 mila spettatori (!), va in scena il derby. Inutile dire che le previsioni della vigilia si rivelano azzeccate: gli azzurri giocheranno alla morte, come se fosse una finale!

Leader della squadra è tale Jim Corsi, portiere già dei Quebec Nordiques e degli Edmonton Oilers. Un idolo, lui, per i suoi tifosi, un ottimo portiere e naturalmente un grande provocatore. Vestirà con successo le maglie di Gardena, Bolzano e soprattutto dei Mastini di Varese.

COLPI PROIBITI - Che la partita non abbia nulla di amichevole lo si capisce dalle prime battute. Gli azzurri la mettono sulla rissa e le penalità fioccano. Ci sono naturalmente le bagarre, di cui i... canadesi sono maestri, e verso il 15’ l’arbitro rimanda tutti negli spogliatori una prima volta. Con la promessa che le due squadre giocheranno solo all’hockey, Edelmann riprende poi la sfida ma verso il 49’ è costretto a sospenderla definitivamente per le intemperanze degli azzurri. Il portiere Corsi viene espulso ma il suo coach Chambers gli intima di restare in porta. A questo punto, il pubblico si scatena e comincia a gettare oggetti in pista. Gli italiani sono irremovibili e così lo “zebrato” manda tutti negli spogliatoi.

Stavolta per sempre. E dalle tribune fioccano i fischi e gli insulti. Un paio di giocatori azzurri cercano di farsi giustizia aggredendo alcuni spettatori piazzati a bordo pista. Per fortuna intervengono gli addetti alla sicurezza. Tutto finito? No, perché ore dopo nei pressi dell’hotel Residenza di Castagnola, dove è alloggiata la nazionale ospite, alcuni tifosi svizzeri inscenano una rumorosa e polemica protesta anti-Italia.

L’intervento della polizia calma definivitamente le acque. Ma che serata, ragazzi...

A.L.

Guarda anche 

Tovaglieri dopo il caso Modena: “Fallimento dell’immigrazione di massa sotto gli occhi di tutti”

L’intervento di Isabella Tovaglieri sul caso di Modena mette il dito nella piaga. Dopo l’auto lanciata sulla folla nel centro della città emiliana, ...
18.05.2026
Mondo

Lorenzo Quadri: "Giusto bloccare i ristorni"

Si torna a discutere, con fondate ragioni, del blocco o della riduzione dei ristorni ai frontalieri. Il tema è stato recentemente rilanciato dal presidente del ...
18.05.2026
Ticino

Tiziano Galeazzi: “Il Ticino non può permettersi di restare a guardare”

Il Ticino può davvero permettersi di restare fermo mentre altri Cantoni si muovono per attirare contribuenti facoltosi, investitori internazionali e patrimoni i...
16.05.2026
Ticino

Basta regali all’Italia: i ristorni restino in Ticino per fermare il salasso delle Casse Malati!

La Lega dei Ticinesi torna alla carica: si blocchino immediatamente i milioni versati a Roma. Quei soldi devono servire a finanziare il tetto massimo del 10% per i pre...
12.05.2026
Ticino

Informativa sulla Privacy

Utilizziamo i cookie perché il sito funzioni correttamente e per fornirti continuamente la migliore esperienza di navigazione possibile, nonché per eseguire analisi sull'utilizzo del nostro sito web.

Ti invitiamo a leggere la nostra Informativa sulla privacy .

Cliccando su - Accetto - confermi che sei d'accordo con la nostra Informativa sulla privacy e sull'utilizzo di cookies nel sito.

Accetto
Rifiuto