Svizzera, 25 luglio 2020
Sono diventati centinaia i casi sospetti di truffa dei crediti Coronavirus
I prestiti concessi dalla Confederazione per far fronte alla pandemia di Coronavirus continuano a tenere occupati la giustizia elvetica, con il numero di truffe sospette che continua ad aumentare. Come riporta il Blick, l'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS) della Confederazione ha ricevuto finora 492 segnalazioni di sospetti abusi, di cui 348 sono state ritenute fondate e sono state trasmesse dall'ufficio alle autorità di perseguimento penale.
Solo poche settimane fa, la cifra dei casi di abusi o sospetto abuso era significativamente più bassa e secondo i dati fino a fine giugno in tutti i Canton erano noti 132 casi, per un totale di poco meno di 13 milioni di franchi.
Uno dei cantoni più interessato dal fenomeno è il canton Vaud, dove dai 15 casi segnalati

fino a giugno si è passati a 66 casi sospetti all'attenzione delle autorità cantonali. Le indagini si basano su 55 segnalazioni dell'ufficio antiriciclaggio. Il caso di sospetto di frode più elevato riguarda un prestito di 3,5 milioni di franchi.
Anche a Zurigo il numero di sospetti truffatori è raddoppiato. A metà giugno erano noti 30 casi sospetti mentre oggi sono 61, e la polizia cantonale e i pubblici ministeri lavorano fianco a fianco nelle indagini. L'ammontare interessato è di quasi 12 milioni di franchi.
"Una parte considerevole delle 61 indagini si basa sui rapporti di MROS", dice un portavoce della procura. Allo stesso tempo, però, è anche vero che non tutte le segnalazioni portano automaticamente a un procedimento penale.