Ticino, 24 marzo 2021
Frontaliere pluripregiudicato sposa una svizzera e ottiene il permesso di dimora
Le autorità ticinesi si erano rifiutate di rilasciargli un permesso di dimora, viste le numerose condanne emesse a suo carico in Italia.
Ma il Tribunale federale ha invece accolto il ricorso presentato dall’avvocato Giuseppe Gianella per conto dell’uomo – un cittadino polacco residente da tempo in Italia – imponendo alla Sezione della popolazione di rilasciargli il permesso.
Il cittadino polacco – come si legge nella sentenza pubblicata oggi – aveva già provato nel 2014 a chiedere un permesso per lavorare come frontaliere in Ticino. La Sezione della popolazione aveva però respinto la richiesta.
In effetti, l’uomo aveva un discreto curriculum criminale. In Italia era già stato condannato per incendio colposo in concorso, falsa testimonianza, detenzione e trasporto di sostanze stupefacenti in concorso, danneggiamento in concorso e guida in stato di ebbrezza.
Nel 2016 l’uomo si è sposato con una cittadina elvetica ed ha quindi chiesto il rilascio di un permesso di dimora con l’obiettivo di venire a vivere in Ticino. Visti i precedenti penali, la Sezione della popolazione ha respinto anche questa richiesta. Il Consiglio di Stato ha confermato la decisione.
Ma nel giugno 2020 il Tribunale amministrativo cantonale (TRAM)

ha invece deciso, “per motivi di proporzionalità”, di concedergli comunque un permesso per frontalieri, in modo che egli potesse lavorare in Ticino.
Il cittadino polacco ha impugnato la decisione dinanzi al Tribunale federale, chiedendo il rilascio di un permesso di dimora per poter vivere insieme alla moglie Svizzera. E in questa sede ha ottenuto ragione.
I giudici di Losanna hanno infatti ritenuto che i reati commessi dall’uomo fossero lontani nel tempo. “Dalla fine di dicembre del 2010, e quindi oramai da un decennio – si legge nella sentenza - egli non risulta essersi più macchiato di nessun reato e l'effetto dissuasivo delle condanne pronunciate in passato nei suoi confronti pare pertanto essere stato raggiunto”.
Inoltre i giudici evidenziano che l’uomo ha trovato un lavoro stabile in Ticino e che pare in generale aver “cambiato attitudine nei confronti dell’ordinamento giuridico”.
Per questi motivi hanno ordinato alle autorità ticinesi di rilasciare un permesso di dimora all’uomo, pur avvertendo quest’ultimo che “nel caso dovesse di nuovo cadere nell'illecito, rendendosi colpevole di atti penalmente rilevanti, si esporrà con verosimiglianza a misure di allontanamento”.