Svizzera, 28 ottobre 2021

Per anni ha picchiato la sorella e terrorizzato i genitori, condannato a una pena sospesa

Per anni picchiava la sorella più piccola, finchè questa non ha trovato coraggio di sporgere denuncia. Un cittadino iracheno, oggi 20enne, residente nel canton Vaud è stato condannato a 4 mesi di carcere sospeso e a pagare 500 franchi di multa per aver, tra il 2017 e il 2020, ripetutamente colpito la sorella. Il giovane, nativo di Mosul, attaccava regolarmente sua sorella, tirandole i capelli e le orecchie e prendendola a calci e schiaffi quando si rifiutava di obbedirgli. In diverse occasioni ha usato un tubo dell'acqua e il cavo di un telefono cellulare per colpirla.

All'inizio di quest'anno, i colpi si sono fatti ancora
più violenti. Prendeva a pugni e calci la giovane donna nelle costole, nelle scapole e nella testa, fino a farle perdere i sensi. In un occasione le ha stretto la gola, minacciandola di morte. Il giorno dopo l'attacco, il ragazzo ha anche minacciato i suoi genitori, che erano totalmente sopraffatti dalla situazione.

La vittima ha finalmente trovato il coraggio di presentare una denuncia contro suo fratello. Da allora, i due non vivono più insieme. L'imputato, residente nel Vallese centrale, è stato riconosciuto colpevole di lesioni personali semplici e aggravate, aggressione, danni alla proprietà e minacce.

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