Sport, 14 dicembre 2021
HCL e quel mercato che ora sta dando i suoi frutti
I colpi di Domenichelli stanno finalmente apportando quel qualcosa in più alla squadra di McSorley che, anche per gli infortuni, era venuto a mancare
LUGANO – Verso la fine di ottobre, c’era una squadra nel campionato svizzero di hockey che continuava a perdere, continuava a dove rinunciare per infortunio a pedine fondamentali per il suo scacchiere tattico e stava scivolando sempre più in basso in classifica. Questa squadra rispondeva a un nome: Hockey Club Lugano. Come un mantra in quel periodo, pur mettendo in dubbio l’operato di McSorley (bisogna però dire che l’head coach, pur spronando il suo gruppo, era conscio che mettendo sul ghiaccio una serie di ragazzini non poteva ottenere i risultati sperati), ripetevamo che c’era bisogno di attendere la pausa per la Nazionale. Rimettere a posto le idee, ritrovare qualche infortunato e far tirare il fiato ai giocatori più importanti era decisamente il primo passo verso una risalita.
C’era bisogno di ritrovarsi, di ritrovare la vittoria e magari anche un filotto di successi. Una cosa facile da scrivere, ma difficile da realizzare che però i ragazzi di McSorley sono riusciti a compiere nell’arco dell’ultimo mese. Ora in casa bianconera la classifica può essere guardata con un po’ di speranza e serenità in più, ma neanche troppa… c’è bisogno comunque di continuare a tenere il piede sul gas e di giocare con questa voglia e applicazione a lungo.
Ovviamente il fatto di aver recuperato Carr, Guerra, Loeffel e Schlegel è stato decisivo in questo mese. Nessuna squadra può permettersi di “regalare” così tanta qualità alle rivali pensando poi di riuscire a mantenere il ritmo. Parlando ad esempio di Carr, guardandolo giocare, è evidente a tutti che ha qualità superiori alla media e in questo caso il

vero merito di Domenichelli è stato quello di convincerlo a tornare a Lugano da Chicago. Una cosa non scontata e il canadese, superati i problemi di salute, è tornato a incidere a modo suo, con reti e assist.
Loeffel lo conoscevamo tutti quando giocava a Ginevra ma, è giusto dirlo, a Lugano non ha mai inciso come faceva nella città di Calvino, almeno fino all’arrivo del suo ex mentore. Pur avendo già firmato col Berna, il buon Romain, sta dando sfoggio delle sue doti, dando un contributo decisivo sia nel reparto difensivo che in quello offensivo dei bianconeri: un discorso, reti a parte, che vale anche per Samuel Guerra che, adattatosi a Lugano, al Lugano e alle richieste di McSorley, è di colpo tornato il pilastro ammirato a Davos e Zurigo.
Lo stesso vale per Alatalo, altro vero colpo di Domenichelli che all’occhiello potrebbe attaccarsi anche la spilla col nome di Schlegel. Mandato via come uno scarto dal Berna, il goalie tornato dall’infortunio sta nuovamente tirando su una saracinesca davanti alla sua porta. E tenendo conto che il suo contratto andrà in scadenza nel 2023, non ci meraviglieremo se il buon Hnat abbia già pronto il rinnovo da sottoporgli.
Vi ricordate quel Lugano in cui se non segnava Fazzini era dolori? Ecco – almeno al momento –, dimenticatelo. Ora i bianconeri possono punire in qualsiasi momento e con qualsiasi bocca da fuoco: Josephs, Arcobello, Bertaggia o Thürkauf che sia. Certo manca ancora il contributo decisivo di Boedker e l’head coach dovrà comunque ridare ghiaccio a quell’Hudacek già autore di diversi punti in stagione, ma (forse) non si può avere tutto e subito…