AMBRÌ – C’era aria di impresa, si sentiva il profumo della preda, si respirava l’aria dei playoff ormai a un passo ieri sera alla Gottardo Arena prima e durante gara-2 tra Ambrì e Losanna. Dopo sette vittorie consecutive, dopo aver sbancato immediatamente la Vaudoise Arena venerdì, i biancoblù si erano regalati la ghiotta occasione di chiudere la contesa e di presentarsi al cospetto del Friborgo, per gara-1 dei quarti di finale dei playoff, con la sfacciataggine di chi crede in se stesso e non ha nulla da perdere. Ma questa volta tutta l’euforia leventinese è andata a cozzare contro la muraglia vodese che ha retto l’urto – anche usando le maniere forti, oltre il lecito – e ha rimesso il disco al centro, rimescolando completamente le carte.
Sì perché ora al piccolo grande Ambrì servirà un’altra prestazione sopra le righe, decisamente una scalata complicata, perché andare a vincere una seconda volta di fila a Losanna non sarà certo facile. Ma si sa, l’Ambrì spesso con le grandi – o quando parte svantaggiato – il colpo lo riesce anche a piazzare, e allora perché non sognare? Sarebbe un grande risultato, non solo per il sodalizio del presidente Lombardi e dell’head coach Luca Cereda, ma anche per tutto l’hockey del nostro cantone: col Lugano già qualificato per la sfida contro lo Zugo, avere entrambe le nostre formazioni nei playoff assumerebbe un valore simbolico importante.
Chiaramente martedì in terra vodese servirà un Ambrì più preciso sotto porta, a differenza di quanto avvenuto ieri, con la spinta di tutti gli stranieri (non solo di McMillan e del solito Juvonen tra i pali), nella speranza che il tremendo check di Heldner non abbia avuto conseguenze per Zwerger che domenica non ha più visto il ghiaccio. Servirà, insomma, la squadra perfetta, nella condizione fisica e psicofisica perfetta, per continuare a vivere quel sogno che nelle ultime settimane ha ridato vita a una stagione che sembrava già terminata in maniera mesta.