Svizzera, 08 novembre 2022

"Carlos" resta dietro le sbarre

Il giovane delinquente zurighese un tempo conosciuto con il soprannome "Carlos", ma che oggi preferisce farsi chiamare con il suo vero nome Brian, non uscirà di prigione come inizialmente deciso dal Tribunale cantonale di Zurigo. Il giudice dei provvedimenti coercitivi ha infatti ordinato la custodia cautelare. Il Ministero pubblico ha indicato oggi a Keystone-Ats che la detenzione di Brian è stata decisa a causa del rischio di recidiva. Ulteriori dettagli non sono stati comunicati. Brian, che oggi ha 27 anni, ha problemi con la giustizia da quando aveva nove anni e ha alle spalle una lunga serie di condanne per reati violenti: in tutto più di 30, di cui due da maggiorenne. 


La vicenda più grave risale al 2011, quando accoltellò ripetutamente alla schiena un giovane, che riportò gravi ferite. Il giovane si trova da più di cinque anni ininterrottamente in regime di detenzione preventiva o di sicurezza. Stando alla nota del Tribunale cantonale, dev'essere rilasciato perché la detenzione di sicurezza risulterebbe più lunga della condanna con cui potrebbe essere confrontato. Nei suoi confronti è in corso un'inchiesta per lesioni personali e violenze e minacce contro funzionari commesse in prigione fra il gennaio 2017 e l'ottobre 2018. Secondo il Tribunale, si può quindi pensare che la pena prevista sia già stata scontata. Con il rinnovo della detenzione preventiva, la decisione del Tribunale cantonale è però da considerarsi nulla.

Contro il prolungamento della custodia cautelare può essere inoltrato ricorso al Tribunale cantonale. In ogni caso, fino a una sentenza cresciuta in giudicato, Brian resterà in carcere. A fare diventare "Carlos" un caso "nazionale" è stato un reportage televisivo del 2013, in cui si riferiva delle misure di presa a carico decise nei suoi confronti dalla giustizia minorile. Il tutto ad un costo di circa 29'000 franchi al mese: una cifra a prima vista esorbitante, ma paragonabile ai costi di una presa a carico in una struttura chiusa.

Guarda anche 

La televisione svizzerotedesca bacchettata per aver minimizzato le violenze di estremisti di sinistra

L'emittente pubblica svizzerotedesca SRF è stata rimproverata per un servizio che minimizzava le violenze e i disordini commessi da manifestanti di estrema sin...
19.01.2026
Svizzera

«È normale che qualcuno guadagni 277’005 franchi all’anno solo per riscuotere il canone radiotv?»

SERAFE - «È normale che qualcuno guadagni 277’005 franchi all’anno, più di un consigliere di Stato, solo per riscuotere il canone radio...
19.01.2026
Svizzera

È crisi diplomatica con l'Italia? Annullate le serate svizzere a Milano-Cortina

La tragedia di Crans-Montana ha incrinato le relazioni tra Svizzera e Italia. Nell'incendio del bar Constellation sei italiani hanno perso la vita e altri dieci sono ...
18.01.2026
Svizzera

Un problema di software ha gettato gli ospedali svizzeri in una crisi finanziaria senza precedenti

Diversi ospedali svizzeri dall'inizio dell'anno non ricevono pagamenti dalle casse malati, al punto che diversi stabilimenti devono chiedere prestiti alle banche ...
17.01.2026
Svizzera

Informativa sulla Privacy

Utilizziamo i cookie perché il sito funzioni correttamente e per fornirti continuamente la migliore esperienza di navigazione possibile, nonché per eseguire analisi sull'utilizzo del nostro sito web.

Ti invitiamo a leggere la nostra Informativa sulla privacy .

Cliccando su - Accetto - confermi che sei d'accordo con la nostra Informativa sulla privacy e sull'utilizzo di cookies nel sito.

Accetto
Rifiuto