Svizzera, 12 gennaio 2023

Sfreccia al doppio della velocità, negato il passaporto svizzero per colpa di una multa

Un francese stabilito in Svizzera da una quarantina d'anni, proprietario di diversi hotel di lusso e cliniche private, non sarà naturalizzato. Poiché nel 2017 ha attraversato un cantiere a una velocità di 80 km/h invece dei 40 ammessi, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha opportunamente respinto la sua domanda. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo federale (TAF). Il ricorrente è socialmente integrato in Svizzera, è un uomo d'affari di successo e possiede un patrimonio di centinaia di milioni di franchi. La SEM ha comunque respinto la sua domanda di naturalizzazione, presentata nel 2018. 


Il TAF, in una sentenza del 3 gennaio pubblicata oggi, dà ragione ai funzionari federali. I giudici di San Gallo si sono basati sull'Ordinanza sulla cittadinanza svizzera (OCit). La norma prevede che chiunque presenti una condanna come quella del francese nel casellario giudiziale "non è considerato integrato con successo". Nel luglio 2017, il ministero pubblico di Ginevra aveva condannato per decreto d'accusa il futuro candidato al passaporto rossocrociato a una pena pecuniaria con la condizionale di 90 aliquote giornaliere di 30 franchi, con un periodo di prova di tre anni. La procura gli aveva pure inflitto una multa di 540 franchi.

L'ammontare sorprendentemente basso della pena pecuniaria, che generalmente si basa sul reddito e sul patrimonio del condannato, non era oggetto del procedimento nelle mani del TAF. I giudici di San Gallo non si sono neppure occupati dell'argomentazione del francese, secondo cui non aveva potuto contestare il decreto d'accusa perché non gli era stato recapitato a casa. La corte ha invece stabilito che l'OCit e il manuale basato su di essa prevedono che la cittadinanza non può essere concessa prima della scadenza del periodo di prova e di un successivo periodo di attesa di tre anni. Il francese potrà quindi presentare una nuova domanda di naturalizzazione in estate.

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