Svizzera, 12 aprile 2023

Accordo di Dublino: "la Svizzera non può subire passivamente le inadempienze di Roma"

*Comunicato Lega dei Ticinesi

Da dicembre l’Italia non applica più l’accordo di Dublino. Di conseguenza, non riprende più i migranti la cui procedura, in base a tale accordo, si deve svolgere nel Belpaese. L’Italia si giustifica dicendo di non avere più la capacità necessaria per riprendersi questi asilanti. Secondo fonti mediatiche, una direttiva interna di Roma prescriverebbe la sospensione di Dublino fino al due maggio. Tuttavia, c’è da dubitare che tale termine – comunque arbitrario – verrà rispettato, dal momento che in Italia gli sbarchi procedono a pieno ritmo. Il rischio concreto è quindi quello di una sospensione a tempo indeterminato. 


A Berna, il problema è già stato sollevato dalla Lega dei Ticinesi lo scorso marzo, con un’interpellanza (23.3113) al Consiglio federale presentata dal CN Lorenzo Quadri, che chiedeva la sospensione dell’accordo di Schengen, e quindi il ripristino dei controlli sistematici al confine, fino a quanto Roma non avesse ripreso ad ottemperare ai propri obblighi internazionali in ambito migratorio. E’ evidente che la sospensione dell’accordo di Dublino da parte italiana è inaccettabile per la Svizzera, ed in particolare per il Canton Ticino. Allo stato attuale risultano essere alloggiati nei centri svizzeri circa 300 migranti che non possono essere trasferiti in Italia. Una cifra che è, evidentemente, destinata a salire. La Lega dei Ticinesi ritiene inaccettabile l’atteggiamento passivo fin qui tenuto dal Consiglio federale - ed in particolare dalla ministra di Giustizia PS Elisabeth Baume Schneider - davanti al mancato rispetto dei propri obblighi internazionali da parte di Roma.

La Lega dei Ticinesi si attende pertanto che:

- Il Consiglio federale pretenda che l’Italia torni a rispettare l’accordo di Dublino

- La Svizzera sospenda l’accordo di Schengen e ripristini i controlli sistematici ai confini fino a quando l’Italia non avrà riattivato i rinvii Dublino.

- Le spese extra che la Svizzera, ed in particolare il Canton Ticino, dovranno sostenere a causa dell’inadempienza italiana, vengano dedotte dal versamento dei ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri.

La Lega dei Ticinesi ribadisce inoltre con forza la necessità per la Svizzera di dislocare al di fuori dell’Europa le proprie procedure d’asilo, allineandosi ai progetti in tal senso di Gran Bretagna e Danimarca.

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