Sono rimasti sbigottiti gli inquilini di due palazzi di Huttwil, nel canton Berna, quando hanno aperto una lettera che chiedeva loro di pagare migliaia, in alcuni casi decine di migliaia, di franchi di spese. In tutto, gli abitanti di questi due edifici da 36 appartamenti dovranno pagare all'amministrazione 143'046 franchi. “È orribile”, si confida a Blick Dzevad Smajovic, 46 anni. Gli inquilini criticano seriamente la gerenza Crowdhouse: scondo loro si tratta di calcoli opachi e arbitrari, nonché di una vera e propria truffa.
La gerenza però si difende, sostenendo che si tratta di spese impagate che si sono accumulate negli scorsi anni. "Crowdhouse non ha nulla da nascondere, produce conti trasparenti e dà a tutti gli inquilini il pieno controllo, come richiesto dalla legge", dice il portavoce di Crowdhouse Michael Meier in risposta alle accuse. Venerdì le autorità hanno aperto la procedura di conciliazione e hanno convocato Crowdhouse. La gerenza si è impegnata a trasmettere all'autorità di conciliazione i documenti richiesti.
L’amministrazione non vuole sentir parlare di una truffa: “Ci rammarichiamo di non aver individuato e corretto prima il divario, talvolta significativo, tra i gli acconti e i corrispondenti pagamenti aggiuntivi”. Il portavoce aggiunge: “Non c’è mai stata alcuna intenzione da parte nostra di facilitare l’affitto degli immobili interessati fissando prezzi volutamente bassi”.
Le spiegazioni della loro gestione non sono però sufficienti agli interessati. Le autorità devono arbitrare. Non vogliono arrendersi. Il portavoce degli inquilini Christoph Buchmann assicura che, nella peggiore delle ipotesi, la vicenda si concluderà in tribunale.