GINEVRA – Il finale dello scontro diretto, che poteva regalare ancora una fiammella di speranza al Lugano, fotografa in maniera perfetta la stagione dei bianconeri, soprattutto le ultime settimane: dopo aver recuperato il vantaggio iniziale di Jacquement, sotto le volte de Les Vernets di Ginevra, grazie alle reti di Guerra e di Carr – l’1-2 era giunto al 57’26 – gli uomini di Krupp sono riusciti nell’impresa di subire il pareggio di Hartikainen al 58’48 per poi arrendersi al firma dell’ex, Granlund, arrivata a porta vuota al 59’43. L’HCL, in maniera totalmente inaspettata a inizio stagione, dovrà disputare (forse) i playout contro l’Ajoie!
Il destino del Lugano, però, non si è certo scritto ieri sera nella spesso fatale Ginevra, ma nei mesi che vanno da ottobre a gennaio e nelle ultime settimane, durante le quali sono stati sperperati una quantità industriale di punti: in diverse occasioni i bianconeri non sono stati in grado di gestire dei doppi vantaggi, anche durante alcuni scontri diretti fondamentali per provare a salvare una stagione nata sotto i migliori auspici per poi diventare cupa e orribile. Cupa e orribile ma non da dimenticare, perché da quello che è successo questa volta l’Hockey Club Lugano, inteso anche come società, dovrà saper imparare per non commettere ancora una volta gli stessi errori: il cambio allenatore, tanto usato dalle parti della Cornèr Arena negli ultimi 20 anni, non ha portato i suoi frutti e, forse, non è un male. Insomma: questa volta i nodi sono venuti al pettine.
Se il Lugano piange e si lecca le ferite, l’Ambrì è ormai a un passo dal poter gioire: la vittoria interna contro il Berna proietta i leventinesi a un passo dalla qualificazione ai playin. Per poter brindare, per poter concludere al meglio una stagione nata con diversi punti di domanda, ma diventata piano piano sempre più positiva bisognerà attendere l’ultimo match stagionale, ma il più sembra ormai fatto. A conti fatti, sono stati i biancoblù la miglior squadra ticinese della stagione 2024/2025. Chapeau!