Sport, 18 marzo 2025

Lugano, è un vero incubo

Sembra non avere fine la caduta verso gli inferi dei bianconeri sconfitti anche in gara-2 dall’Ajoie: la squadra di Krupp sembra non essere in grado di reagire

PORRENTRUY – Commentare anche l’ultima partita del Lugano diventa difficile, complicato e quasi stucchevole. Lo è ancora di più perché a commentare la sconfitta in gara-2 di playout contro l’Ajoie, che si è portato sul 2-0 nella serie, non ci hanno messo la faccia né lo staff tecnico né i giocatori bianconeri (e forse non è stato neanche un male). È complicato perché i ragazzi di Krupp hanno mostrato ancora una volta un hockey di bassissimo livello, senza idee, senza gioco, senza costrutto e, cosa ancora più grave, senza anima. Ed è proprio quest’aspetto a preoccupare in vista del continuo della serie della paura: in questo momento solo il Basilea potrebbe dare una mano al Lugano. Si fa fatica già solo a scriverlo, a pensarlo, figuriamoci a rendersi conto che questa è la realtà dei fatti. 

 
 
Purtroppo a questa squadra non basta neanche più il solito Fazzini che si sta prendendo sulle spalle un gruppo completamente apatico, che non reagisce più a nessuno stimolo e che crolla al primo scossone. La sfida di ieri sera disputata a Porrentruy ha evidenziato la debolezza soprattutto mentale di una squadra che la scorsa estate veniva accreditata come una delle migliori del lotto, ma che ora si trova ad affrontare una situazione diventata sempre più complicata e intricata a causa di prestazioni improponibili e di scelte dirigenziali contorte e indecifrabili. Con l’arrivo di Krupp sembrava che le cose potessero cambiare, ma anche questa serie con l’Ajoie dimostra ancora una volta che le colpe non erano tutte di Gianinazzi, come in passato non erano solo dei vari McSorley e compagnia varia.
 
 
Ora l’incubo nel quale si è infilato il Lugano si sta facendo sempre più cupo, sempre più profondo e sempre più difficile da superare e i pensieri e le paure nella testa dei giocatori bianconeri stanno diventando dei macigni che bloccano testa e gambe. Anche le scelte di Krupp sono ormai incomprensibili, come quella di rinunciare a Joly per schierare Huska tra i pali, ma tant’è: il Lugano deve cercare di ritrovarsi in qualche modo e, nel contempo, i bianconeri farebbero bene a gettare un occhio alla finale dei playoff della lega cadetta, accedendo un cero in favore del Basilea per evitare un’altra serie del terrore di difficile lettura.

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