Ticino, 19 giugno 2025

Scontro in Leventina. Vannacci difende Ballarati: “In venti contro uno. Questa è la vera faccia della sinistra”

Il generale italiano, eletto all’Europarlamento con la Lega per Salvini Premier, denuncia l’aggressione subita in Ticino dal militante Andrea Ballarati e accusa il mondo radical chic e gli “antifa”

FAIDO - «Andrea Ballarati, giovane militante identitario, è stato brutalmente aggredito da un branco di venti criminali incappucciati. Bastonate, spranghe, contusioni. Un pestaggio in piena regola. Un'aggressione premeditata, codarda e vigliacca: in venti contro uno». Così si è espresso il generale Roberto Vannacci, eurodeputato fresco di nomina a vice-segratario della Lega, in un post pubblicato sul suo profilo Instagram.

Secondo quanto ricostruito dallo stesso Ballarati e riportato da diversi media, l’aggressione si sarebbe verificata in Ticino, durante una grigliata privata nei pressi di Faido, dove un gruppo di partecipanti al cosiddetto “Remigration Summit” sarebbe stato preso di mira da individui incappucciati armati di bastoni.


Ballarati ha sporto denuncia alla Polizia cantonale e ha parlato di “vile agguato”. Vannacci va oltre la cronaca e denuncia un clima di intolleranza e doppio standard: «La colpa di Ballarati: avere organizzato un convegno, avere dato voce a chi vuole esprimere i propri pensieri anche sul concetto di Remigration, essere andato contro il pensiero unico della sinistra che impone, a suon di spranghe e martellate, la sua visione del mondo, l'unica accettabile».


 

Poi l’affondo: «Questa è la sinistra! Questa è la dittatura che ci vogliono imporre. Questi sono quelli che vorrebbero preservare con l'immunità Ilaria Salis, un'altra accusata di essere andata in giro a spaccare la testa a chi non la pensava come lei. Guarda caso anche i radical chic stanno zitti, quelli che vorrebbero eliminare l'odio dai pensieri umani, quelli che gridano "al fascismo" ad ogni occasione tacciono di fronte alle sprangate a tradimento».
 

Infine, la condanna: «Questa è la vera faccia degli "antifa", degli pseudo-intellettuali e dei collettivi: quelli che vorrebbero arrogarsi il diritto di decidere chi possa parlare e chi invece debba rimanere in silenzio. VERGOGNA. SCHIFO. DISGUSTO».

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