Svizzera, 01 luglio 2025

“Non vivo con gli afghani”: quando i rifugiati ucraini si comportano da turisti. La denuncia di un sindaco del canton Turgovia

Franca Burkhardt, sindaco di Wigoltingen (TG), lancia l’allarme: lo status S si sta trasformando in un biglietto per l’assistenza sociale. “Manca rispetto e volontà d’integrarsi”

SVIZZERA - Dopo oltre tre anni dall’introduzione dello status di protezione S per i cittadini ucraini, la Svizzera si ritrova a dover affrontare le conseguenze di un’accoglienza generosa ma poco lungimirante. A denunciare pubblicamente la situazione è Franca Burkhardt, sindaco SVP di Wigoltingen, nel canton Turgovia. “Il carico che grava sui Comuni è enorme”, scrive, sottolineando come le autorità locali si trovino spesso ad affrontare atteggiamenti problematici da parte dei rifugiati: mancanza di rispetto, scarsa collaborazione e nessuna voglia di lavorare o integrarsi.
 

Attualmente, circa 70.000 ucraini beneficiano di questo status, con costi a carico della Confederazione stimati in 1,25 miliardi di franchi. Se inizialmente la Svizzera ha giustamente aperto le porte a chi fuggiva dalla guerra, oggi la situazione appare ben diversa: “Molti mostrano un atteggiamento da consumatori, pretendono, più che ringraziare”.



Particolarmente preoccupante è anche la discriminazione tra rifugiati. “Non vivo con gli afghani” sarebbe una frase ricorrente, che testimonia un atteggiamento altezzoso verso altri gruppi etnici. Un paradosso, se si considera – osserva Burkhardt – che proprio i rifugiati afghani spesso dimostrano grande impegno nell’integrarsi, imparare il tedesco e cercare un impiego.
 

Il nodo finale, però, è politico: se dopo cinque anni lo status S si trasformerà in un permesso di soggiorno stabile, con accesso all’assistenza sociale, il rischio è di ritrovarsi domani con decine di migliaia di assistiti permanenti. “Chi resta deve dimostrare rispetto e voglia di costruire, non comportarsi come un ospite d’albergo”, conclude la sindaca.
 

Fonte: SVP Schweiz
 

Guarda anche 

Duecento anni di neutralità

Il 27 settembre saremo chiamati a decidere come dovrà essere applicata in futuro la neutralità svizzera. Non è un tema marginale: riguarda il modo...
25.09.2026
Opinioni

La neutralità è uno strumento politico, usiamolo!

L’iniziativa popolare sulla neutralità ha dato vita ad alleanze insolite. La destra nazionalista e la sinistra comunista sono favorevoli, il centro destra...
27.09.2026
Opinioni

Difendere la neutralità o farci trascinare in guerra?

La più utilizzata è che, anche in caso di bocciatura dell’iniziativa, la Svizzera rimarrebbe comunque neutrale. Ma è davvero così? La...
25.09.2026
Opinioni

No all’ennesima iniziativa “green” contro i contadini e gli allevatori

L’iniziativa popolare “per un’alimentazione sicura” che voteremo il 27 settembre prossimo ha un obiettivo che il Partito Comunista condivide: l...
26.09.2026
Opinioni

Informativa sulla Privacy

Utilizziamo i cookie perché il sito funzioni correttamente e per fornirti continuamente la migliore esperienza di navigazione possibile, nonché per eseguire analisi sull'utilizzo del nostro sito web.

Ti invitiamo a leggere la nostra Informativa sulla privacy .

Cliccando su - Accetto - confermi che sei d'accordo con la nostra Informativa sulla privacy e sull'utilizzo di cookies nel sito.

Accetto
Rifiuto