Svizzera, 21 dicembre 2025

Immigrazione: l’iniziativa che terrorizza la partitocrazia

L’iniziativa popolare “No a una Svizzera con 10 milioni di abitanti” ha scatenato a Palazzo federale reazioni che ben evidenziano il panico dei contrari: isteria, allarmismo e una raffica di dichiarazioni fuorvianti (fake news). Dopo ore di dibattito-fiume in Consiglio nazionale lo scorso settembre, il dossier è approdato agli Stati, dove il copione non è cambiato: posizioni preconfezionate e teatrino in favore di telecamera.

Il controprogetto di cui qualcuno (l'ex PPD) favoleggiava, ovviamente non si è concretizzato, trattandosi di uno specchietto per le allodole.

Il livello del dibattito ha toccato punte surreali. Emblematica la dichiarazione del consigliere federale PS Beat Jans, secondo cui l’iniziativa sarebbe superflua perché nei nuovi accordi con l'UE, truffaldinamente ribattezzati “Bilaterali III”, ci sarebbe la clausola di salvaguardia. Ma è una farsa. La clausola sarebbe attivabile solo in caso di disoccupazione al 50% (!). Parola dell'eurodeputato a capo della delegazione che si occupa dei rapporti con la Svizzera.

Naturalmente il ministro socialista si è ben guardato dal citare la direttiva UE sulla cittadinanza, a seguito della quale l'immigrazione in Svizzera aumenterà ancora, e in modo massiccio. Idem i ricongiungimenti familiari a beneficio di extracomunitari. Arriveranno qui interi clan familiari dall'Africa e dal Medio Oriente. Per contro, l'espulsione dei delinquenti stranieri, se questi hanno il passaporto di uno Stato membro UE, diventerà di fatto impossibile. In sfregio alla nostra Costituzione.



In 25 anni la popolazione svizzera è cresciuta del 25%, un ritmo 18 volte superiore a quello tedesco e oltre sei volte e mezzo quello francese. Se, ciononostante, in Svizzera ancora si favoleggia sulla "mancanza di manodopera", significa che le frontiere spalancate non risolvono questo problema, bensì lo aggravano. E infatti più popolazione significa maggiore necessità di servizi.

Ed è vero che il PIL sale a seguito dell'immigrazione, ma la popolazione cresce di più: quindi, pro capite, i cittadini si impoveriscono.

Particolarmente irritante è poi l’uso strumentale del Ticino da parte di politici federali che evidentemente il nostro Cantone l'hanno visto solo in fotografia. L’invecchiamento demografico viene invocato per giustificare l’immigrazione. Ma è proprio quest'ultima - nella forma di un'esplosione del frontalierato che non risponde ad alcuna necessità del territorio (anzi) - a provocare la fuga

Oltregottardo dei giovani ticinesi e la continua compressione salariale. L'immigrazione incontrollata ed il frontalierato giocano un ruolo importante anche nell'impennata dei premi di cassa malati in Ticino. Nel settore sanitario l’offerta genera domanda, e quindi costi ed aumenti dei premi. In Ticino c’è una sovraofferta di professionisti della salute in arrivo dall'Italia - medici, infermieri indipendenti, fisioterapisti, psicologi, servizi di cure a domicilio, eccetera eccetera - che alle nostre latitudini hanno trovato il Paese della Cuccagna.

La verità è che una classe politica sempre più disconnessa dalla realtà rifiuta di affrontare il tema dell'immigrazione, preferendo fake news e denigrazione, appoggiata in questo dai media mainstream. Per fortuna, la decisione sull'iniziativa "No ad una Svizzera con 10 milioni di abitanti" spetterà al popolo. E il popolo, a differenza di troppi esponenti della casta immigrazionista, i danni delle frontiere spalancate li vive ogni giorno sulla propria pelle.

Lorenzo Quadri
Consigliere nazionale
Lega dei Ticinesi

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