ITALIA - Dopo l’omicidio di un capotreno 34enne alla stazione di Bologna, la gestione delle prime fasi dell’indagine pone degli interrogativi. Il sospettato, un cittadino croato di 36 anni, era stato fermato poche ore dopo il fatto, identificato e poi rilasciato dalle forze dell’ordine.
Secondo quanto riferito dall’ANSA, subito dopo l’aggressione mortale l’uomo era salito su un treno regionale diretto a Milano. Durante il viaggio avrebbe assunto un comportamento “molesto e aggressivo” nei confronti del personale ferroviario, motivo per cui è stato fatto scendere a Fiorenzuola d’Arda, in provincia di Piacenza, e preso in consegna dai carabinieri. In quel momento, tuttavia, non risultavano ancora diramate note di ricerca.
Dopo il rilascio, il 36enne è diventato irreperibile, con segnalazioni di avvistamenti tra Emilia e Lombardia. Solo successivamente è stato formalmente indicato come sospettato per l’omicidio e, al termine delle ricerche, arrestato dalle forze dell’ordine.
Le immagini delle telecamere di videosorveglianza mostrerebbero la vittima seguita a lungo senza un apparente motivo prima dell’aggressione. Dagli accertamenti è stata esclusa l’ipotesi di rapina: gli effetti personali del capotreno sono stati trovati addosso alla vittima. Secondo il Corriere della Sera, il sospettato sarebbe noto negli ambienti ferroviari del Nord Italia per precedenti legati al porto di armi da taglio.





