Il Consigliere nazionale leghista sull'operazione nostalgia della RSI: "Per combattere la riduzione del canone, quindi per NON lasciare qualche soldo in più nelle tasche dei cittadini, i contrari all’iniziativa '200 franchi bastano' hanno tirato fuori dal sarcofago pure il Gatto Arturo".
Secondo Quadri, si tratta di una mossa patetica che ignora come il mondo sia cambiato: "Simili trovate dimostrano solo che i fautori dell’intoccabilità del canone vanno avanti guardando nello specchietto retrovisore. Pertanto, sono destinati ad andare a sbattere". Inutile aggrapparsi a una TV che non esiste più per difendere il "canone obbligatorio più caro del mondo".
L'attacco si sposta poi sul piano politico: "Imbarazzante vedere il PLR ticinese, che ormai di 'liberale' non ha più niente, marciare a Bellinzona a manina col PS e con i sindacati rossi". Un'alleanza che Quadri definisce contro natura, specialmente se paragonata al silenzio tenuto durante la crisi del settore bancario: "Quando la piazza finanziaria ticinese ha perso almeno 3000 posti di lavoro a causa della rottamazione del segreto bancario per i clienti stranieri, i liblab non hanno emesso un cip".





