Svizzera, 17 maggio 2026

Parmelin arrabbiato con Bruxelles per la tassa sull'acciaio ai paesi extra-UE, “vi si ritorcerà contro”

Una nuova controversia tra l'Unione europea e la Svizzera rischia di peggiorare le relazioni già tese tra Berna e Bruxelles. Per proteggere la propria industria siderurgica, l'UE raddoppierà infatti i dazi sull'acciaio a partire dal 1° luglio, portandoli dal 25% al ​​50%. Intervenendo alla radio dell'emittente SRF, il presidente svizzero Guy Parmelin si è detto "sorpreso" da questa mossa e ha definito l'aumento dei dazi sull'acciaio "inaccettabile". Parmelin ha rivelato di aver avvertito direttamente la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante un incontro all'inizio di maggio: "Faccia attenzione. Potrebbe ritorcersi contro di lei".

Il Consigliere federale sottolinea che l'industria svizzera è una componente cruciale delle catene di approvvigionamento europee, in particolare per la fornitura di acciaio ad alta tecnologia al settore aerospaziale e, secondo lui, un compromesso sulla questione è essenziale.



Parmelin intende inoltre negoziare con fermezza la regolamentazione relativa ai lavoratori frontalieri. Il Parlamento dovrà poi approvarla. Sottolinea inoltre che un referendum rimane una possibilità concreta.

Il presidente della Confederazione critica apertamente l'approccio dell'UE. "Il comportamento dell'UE, mentre il Parlamento dovrebbe approvare un accordo di tale portata, non è costruttivo", ha affermato il vodese. Berna e l'UE si erano tuttavia impegnate a non sollevare tali incertezze durante i negoziati sull'accordo. "E ora sono emerse due questioni delicate a brevissimo termine. Ma questa è la politica dell'UE. Il tempismo potrebbe non essere ideale", conclude.

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