Svizzera, 08 giugno 2026

Quadri spinge sugli hub di rimpatrio: “La Svizzera non resti alla finestra”

Mozione al Consiglio federale per avviare un progetto pilota sull’esternalizzazione delle procedure d’asilo in Paesi terzi sicuri

La Svizzera non può restare alla finestra mentre l’Europa cambia passo sui rimpatri. Lorenzo Quadri, consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi, ha presentato una mozione al Consiglio federale per avviare un progetto pilota sull’esternalizzazione delle procedure d’asilo.
 

La proposta chiede alla Confederazione di elaborare e realizzare un modello concreto, partecipando a un hub di rimpatrio in un Paese terzo sicuro oppure creando una struttura analoga, se necessario insieme ad altri Stati partner. L’obiettivo è rafforzare gli strumenti a disposizione della Svizzera contro l’immigrazione irregolare e rendere più efficace l’esecuzione degli allontanamenti.
 

Il contesto europeo si sta muovendo rapidamente. Parlamento europeo e Consiglio hanno raggiunto un accordo politico sul nuovo regolamento sui rimpatri, che prevede anche la possibilità di istituire hub in Paesi terzi per le persone che non hanno diritto di soggiorno. Una misura pensata per accelerare le procedure e ridurre gli incentivi a restare illegalmente sul territorio.
 


 

Quadri ricorda che in Svizzera il tema non nasce oggi. Le sue mozioni 21.3785 e 24.3628 avevano già sollevato la questione. Inoltre, uno studio commissionato dal Consiglio federale e pubblicato nell’aprile 2026 ha stabilito che l’esternalizzazione delle procedure d’asilo e degli allontanamenti è, in linea di principio, possibile, pur con ostacoli giuridici e pratici.
 

Secondo Quadri, proprio queste conclusioni dovrebbero spingere Berna a muoversi, non a rinviare. Il Consiglio federale ha finora indicato di voler seguire gli sviluppi europei e valutare un’eventuale partecipazione solo se emergeranno modelli di successo. Per il consigliere nazionale leghista si tratta di un «atteggiamento inutilmente attendista».
 

In materia di asilo e rimpatri, la Svizzera ha bisogno di strumenti più incisivi, soprattutto quando le decisioni di allontanamento restano troppo spesso sulla carta. Un progetto pilota permetterebbe di capire tempi, costi, limiti e margini operativi di un modello che ormai anche l’Europa sta mettendo sul tavolo.
 

Fonte
Mozione al Consiglio federale di Lorenzo Quadri

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