Ticino, 17 luglio 2026

Settemila franchi per un errore al DECS, Stefano Quadri: «Chi si assume la responsabilità?»

Il deputato leghista interroga il Governo dopo la sentenza su un licenziamento gestito con una procedura errata. Nel mirino anche la gestione dei capisezione alla SIMS

La gestione del personale al Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport finisce nuovamente al centro dell’attenzione politica. Stefano Quadri, deputato della Lega dei Ticinesi, ha presentato un’interrogazione al Consiglio di Stato, cofirmata da Omar Balli, Mauro Minotti, Michele Guerra, Raffaella Zucchetti e Boris Bignasca.
 

Al centro dell’atto parlamentare vi è il caso di una collaboratrice delle mense scolastiche. Secondo quanto riportato nell’interrogazione, il Tribunale amministrativo cantonale ha stabilito che il licenziamento è stato gestito seguendo una procedura errata. Il Cantone dovrà quindi versare oltre settemila franchi di indennità, ai quali si aggiungono interessi e spese.
 

«Non è accettabile che l’incapacità gestionale di chi prende decisioni amministrative ricada sistematicamente sulle tasche dei cittadini», si legge nell’interrogazione. Il caso si aggiunge alle perplessità già emerse attorno alla nomina dei capisezione in co-working alla Scuola di insegnamento medio superiore, una soluzione che avrebbe generato interrogativi anziché assicurare una conduzione chiara.
 


 

«Il DECS, chiamato a formare le future generazioni, dovrebbe essere il primo esempio di rigore, competenza e buona amministrazione. Purtroppo, i fatti sembrano raccontare altro», prosegue il testo. Quadri e i cofirmatari chiedono ora al Governo di chiarire chi risponderà degli errori, quanto sia costato complessivamente il dossier e se non sia necessario passare dalle spiegazioni alle responsabilità concrete.
 

Queste le domande rivolte al Consiglio di Stato:

  1. Chi si assume la responsabilità degli errori procedurali che hanno portato alla condanna del Cantone?
  2. Quali costi complessivi ha generato questa gestione sbagliata del dossier?
  3. Quanti casi analoghi di contestazioni del personale hanno interessato il DECS negli ultimi anni?
  4. Il Consiglio di Stato ritiene normale che decisioni organizzative delicate, come la nomina dei capisezione in co-working alla SIMS, vengano gestite creando incertezza invece che chiarezza?
  5. Non è giunto il momento di verificare seriamente la gestione delle risorse umane all’interno del DECS e di pretendere responsabilità concrete da chi sbaglia?

 

Fonte: Interrogazione parlamentare di Stefano Quadri

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