Ticino, 10 luglio 2026

Raffaella Zucchetti (LEGA): "Caldo nelle case anziani: il Cantone sa chi è davvero protetto?"

Interrogazione di Raffaella Zucchetti al Consiglio di Stato sulle misure contro la canicola nelle strutture sociosanitarie e per gli anziani soli a domicilio.

Le ondate di canicola non sono più un’eccezione. In Ticino, temperature elevate e notti tropicali stanno diventando un problema concreto, soprattutto per chi non può difendersi da solo: anziani, bambini, malati cronici e persone con ridotta autonomia.
 

Con un’interrogazione al Consiglio di Stato, Raffaella Zucchetti, deputata della Lega dei Ticinesi, cofirmata da Sem Genini, chiede di fare chiarezza sulla preparazione del Cantone di fronte a un fenomeno sempre più frequente, intenso e duraturo. Il punto centrale è semplice: le strutture che ospitano persone fragili sono davvero attrezzate per reggere periodi prolungati di caldo estremo?
 

La preoccupazione riguarda in particolare le case per anziani, gli ospedali e le strutture sociosanitarie meno recenti, costruite in un’epoca in cui il raffrescamento degli edifici non era considerato una necessità. In questi stabili, durante le giornate più calde, le temperature interne possono salire a livelli difficili da sopportare, con conseguenze sul benessere degli ospiti, dei pazienti e del personale.
 

Secondo quanto indicato nell’interrogazione, sarebbero inoltre giunte segnalazioni di familiari costretti a portare ventilatori da casa per rendere più sopportabile la permanenza dei propri cari in camere prive di adeguati sistemi di raffrescamento. Un episodio che, se confermato, porrebbe una domanda politica precisa: il Cantone conosce davvero la situazione delle strutture sul territorio?
 

Zucchetti chiede quindi se esista una mappatura delle case per anziani, degli ospedali e delle altre strutture riconosciute prive di sistemi adeguati di raffrescamento, oppure dotate soltanto di soluzioni parziali. Chiede inoltre quante siano, suddivise per tipologia, e quali direttive cantonali siano oggi in vigore per affrontare le ondate di calore nelle strutture sanitarie e sociosanitarie.
 


 

Altro punto decisivo: gli investimenti. L’interrogazione domanda se sia previsto un piano cantonale per dotare progressivamente gli edifici non adeguati delle infrastrutture necessarie, con tempi e costi stimati. Perché il tema non può essere affrontato solo con raccomandazioni generiche o soluzioni improvvisate all’ultimo momento.
 

Il testo solleva poi la questione degli anziani che vivono ancora al proprio domicilio. Molti sono soli, senza una rete familiare o di vicinato in grado di verificare quotidianamente le loro condizioni. Durante la pandemia diversi Comuni avevano attivato telefonate e controlli per le persone vulnerabili: un modello che, secondo Zucchetti, potrebbe essere ripreso durante le allerte canicola.
 

Da qui le domande al Governo: il Cantone conosce quali Comuni hanno già attivato servizi di monitoraggio? Intende coordinare telefonate periodiche o visite tramite servizi sociali comunali, assistenza e cura a domicilio o volontariato organizzato? È disposto a elaborare con i Comuni un protocollo cantonale per garantire un contatto sistematico con le persone anziane o fragili che vivono sole?
 

La canicola non è più soltanto una questione di disagio estivo. Per le persone fragili può diventare un rischio sanitario concreto. L’interrogazione chiede al Consiglio di Stato di dire se il Ticino dispone degli strumenti, delle strutture e della pianificazione necessari per proteggere chi è più esposto.
 

Fonte: Interrogazione Raffaella Zucchetti – Lega dei Ticinesi

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