La clip è diventata virale perché fotografa perfettamente una certa politica verde: quando il caldo diventa insopportabile, la risposta non è trovare soluzioni pratiche, ma guardare con sospetto chi chiede sollievo. In un’intervista rilanciata da BFMTV, Monique Barbut, ministra francese della Transizione ecologica, si è detta «inorridita» da chi le dice che “basterebbe mettere l’aria condizionata ovunque”.
La frase è stata pronunciata mentre la Francia era nel pieno di una canicola storica. Secondo Météo-France, giugno 2026 è stato il mese di giugno più caldo mai registrato nel Paese, con una temperatura media di 22,7 gradi, pari a 3,8 gradi sopra la norma 1991-2020. Dal 17 al 30 giugno la Francia ha vissuto un’ondata di caldo precoce, duratura e molto intensa, con 72 dipartimenti finiti in vigilanza rossa.
Il punto non è sostenere che il condizionatore risolva incendi, siccità o problemi agricoli. Nessuno lo pensa seriamente. Il punto è un altro: negli ospedali, nelle case anziani, nelle scuole, sui luoghi di lavoro e negli appartamenti mal isolati, l’aria condizionata può fare la differenza tra un locale sopportabile e uno invivibile.
Per questo la frase di Barbut ha irritato molti francesi. Perché suona come l’ennesima lezione dall’alto: cittadini invitati a sopportare, mentre chi decide vive e lavora spesso in edifici già protetti dal caldo. L’ecologia ideologica pretende sacrifici immediati, ma fatica ad ammettere che l’adattamento passa anche da soluzioni concrete, non solo da slogan.
La vicenda riguarda anche la Svizzera. Le ondate di calore aumentano e molti edifici pubblici, scolastici e sociosanitari sono stati costruiti per un clima diverso. Se il caldo è un rischio reale per anziani, malati, bambini e lavoratori, allora servono isolamento, ombra, energia sufficiente e, dove necessario, climatizzazione.
Fonte: LeParisien.fr







