Svizzera, 10 giugno 2026

“Tassa sulla salute”, Quadri incalza Berna: “La perizia Hinny smentisce il Consiglio federale”

Il consigliere nazionale leghista chiede al Consiglio federale di reagire alla misura italiana: non per bloccarla, ma per ridurre i ristorni dei frontalieri a favore del Ticino

La perizia Hinny riapre il dossier sulla “tassa sulla salute” imposta dall’Italia ai cosiddetti vecchi frontalieri. Secondo il parere giuridico commissionato dal Consiglio di Stato ticinese al Prof. Dr. Pascal Hinny, ordinario di diritto tributario all’Università di Friburgo, la misura italiana violerebbe l’Accordo sulla fiscalità dei frontalieri.
 

Una conclusione pesante, perché va in direzione opposta rispetto alla posizione espressa dal Consiglio federale nella risposta del 20 maggio all’interpellanza 26.3205. Da qui la nuova interpellanza depositata dal consigliere nazionale Lorenzo Quadri, che chiede al Governo federale di chiarire come intenda reagire davanti a una perizia che smentisce nettamente la linea finora adottata da Berna.
 

Il nodo politico non è secondario. La “tassa sulla salute”, in sé, può avere un effetto positivo per il Ticino: aumentando la pressione fiscale sui frontalieri, riduce il vantaggio competitivo legato al differenziale fiscale e salariale e svolge quindi una funzione anti-dumping. Il punto, però, è un altro: se l’Italia introduce una misura incompatibile con l’accordo fiscale, la Svizzera non può limitarsi a prenderne atto senza conseguenze.
 


 

Secondo Quadri, l’interesse del Ticino non deve essere quello di impedire all’Italia di applicare la tassa, bensì di trarne un vantaggio concreto: ridurre l’ammontare dei ristorni dei frontalieri e permettere al Cantone di trattenere una quota maggiore del gettito fiscale prodotto sul proprio territorio. Gettito che, senza l’accordo fiscale con l’Italia, spetterebbe integralmente al Ticino.
 

Nell’interpellanza Quadri chiede quindi al Consiglio federale quali approfondimenti giuridici specialistici siano stati svolti prima di affermare che la tassa non costituirebbe una violazione dell’Accordo. Chiede inoltre se Berna intenda difendere gli interessi del Ticino e della Svizzera oppure accettare ogni forzatura pur di evitare tensioni con l’Italia.
 

Un altro punto riguarda il fatto che la tassa non è ancora applicata, ma la base legale che la istituisce è definitiva e cresciuta in giudicato. Per Quadri, questa circostanza potrebbe già bastare a configurare una violazione dell’Accordo e quindi a giustificare una risposta elvetica. La richiesta finale è chiara: il Consiglio federale deve valutare anche la via arbitrale con l’Italia, affinché la tassa sulla salute porti almeno a una riduzione dei ristorni.
 

Fonte: Interpellanza Lorenzo Quadri / Consiglio nazionale

 

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