Il fango ha una qualità democratica: costa poco, vola in fretta e sporca parecchio. Per toglierlo, invece, servono pazienza, fatti e un po’ di sapone istituzionale.
Sul cosiddetto “caso Gobbi” abbiamo sentito di tutto: ricostruzioni creative, mezze frasi, sospetti al chilo, processi televisivi e sentenze morali pronunciate prima ancora di leggere gli atti. Una grande produzione scenica. Mancavano solo i popcorn.
Poi sono arrivati i fatti. E il grande romanzo del mistero si è ridotto alla sua dimensione reale: un episodio bagatellare, con soli danni materiali. Nessun complotto. Nessun segreto di Stato. Nessuna trama da prima serata.
La Lega non ha mai chiesto sconti. Ha chiesto trasparenza vera. Non quella a intermittenza, utile solo quando serve ad accendere ombre e riflettori.
Norman Gobbi ha dato spiegazioni. Le verifiche sono state fatte. Le risposte sono arrivate. La vicenda è chiusa.
Ora sarebbe elegante che chi ha seminato dubbi trovasse lo stesso entusiasmo per prendere atto dei fatti. Ma capisco: le ombre fanno spettacolo, la luce un po’ meno.
Noi andiamo avanti.
Meno fango, meno sceneggiate. Il Ticino ha questioni più serie di cui occuparsi.
DANIELE PICCALUGA Coordinatore Lega dei Ticinesi







