La Svizzera è stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) per essersi rifiutata di fornire pasti vegani a due attivisti per i diritti degli animali durante la loro detenzione, uno detenuto in carcere e l'altro in un ospedale psichiatrico. I giudici di Strasburgo hanno quindi condannato la Svizzera a pagare loro 16'000 euro (circa 14'800 franchi svizzeri) a titolo di risarcimento per danni morali.
I due individui, nati rispettivamente nel 1991 e nel 1988, erano stati arrestati per atti di vandalismo. Il primo era stato detenuto in custodia cautelare presso il carcere di Champ-Dollon, nel canton Ginevra, tra il 20 novembre 2018 e il 24 ottobre 2019 mentre il secondo era stato ricoverato in una struttura psichiatrica per due mesi nel 2021. Al momento del ricovero, aveva dichiarato che le sue convinzioni lo obbligavano a seguire una dieta vegana. In entrambi i casi, le istituzioni non hanno accolto le richieste dei detenuti.
La Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) ha stabilito che le istituzioni non hanno fornito cibo in conformità con le convinzioni etiche dei due individui, contraddicendo così una sentenza del Tribunale federale. Quest'ultima aveva stabilito che il caso non presentava i presupposti per un ricorso in appello.
L'emittente romanda RTS è riuscita a contattare giovedì l'avvocato di uno dei ricorrenti che ha salutato la decisione della CEDU, perchè, a suo dire, «dobbiamo accogliere con favore i progressi in materia di diritti fondamentali, con una migliore tutela delle convinzioni etiche. Questo è anche un passo avanti per la dignità degli animali", ha affermato il legale. Oltre al risarcimento, la Svizzera dovrà anche pagare spese legali per oltre 9'000 franchi.







