Ormai l’aumento dei casi di assistenza in Ticino non è più nemmeno una notizia. Un po’ come l’aumento dei frontalieri nel settore terziario. Sarebbe una notizia se diminuissero.
Naturalmente, chissà come mai, sotto la cortina fumogena di numeri e percentuali presentata dalla stampa, mancano le cifre degli stranieri ed in particolare quelle dei permessi B in assistenza. Che dovrebbero essere zero, ma invece… Mentre perfino gli Stati UE combattono l’immigrazione nello Stato sociale con misure anche pesanti, dalle nostre parti i politicanti del triciclo PLRPPD- P$ blaterano che “sa po’ mia!”.
La premiata ditta SECO& Rico
Da manuale (si fa per dire) a proposito del nuovo aumento dei casi di assistenza, la reazione della responsabile del Beltraufficio del sostegno sociale e dell’inserimento, che dalle colonne del Corriere dei Ticino dichiara: “Non siamo preoccupati, ma dobbiamo comunque continuare ad essere vigili e attenti alla situazione”. Bontà loro: non sono preoccupati.
Dopo aver superato la soglia degli 8000 casi di assistenza, adesso si procede al galoppo (duecento casi in più al mese?) verso i 9000; quando arriveremo a 10 mila organizzeremo una bella bicchierata a Palazzo delle Orsoline? Però nei Beltrauffici sociali “non sono preoccupati”.
Del resto, a fugare tutte le preoccupazioni che dovessero per un delirio d’ipotesi affacciarsi alla mente, ci pensano i tamberla della SECO (Segreteria di Stato per l’economia, ovvero organo di propaganda di regime pro-frontiere spalancate), i soldatini delle grandi industrie e gli scienziati dell’IRE diretti dal buon Rico Maggi: guarda caso, ma si tratta senz’altro di fortuita coincidenza (come no!), tutti di area PLR.
Secondo le statistiche taroccate della SECO, la disoccupazione è irrilevante, il soppiantamento di lavoratori ticinesi con frontalieri ed il dumping salariale non esistono (tutte balle della Lega populista e razzista) e la libera circolazione delle persone è una figata pazzesca.
Sicché, se per caso qualche fosco pensiero dovesse turbare la serenità dei servizi sociali del Beltrasereno, ci pensa la premiata ditta SECO& Rico (Maggi) a dissiparlo!
I veri motivi?
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Fa poi un po’ specie (eufemismo) leggere nell’articolo del CdT di cui sopra che, a mente della capoufficio responsabile, la prima causa della crescita dei numeri dell’assistenza sono “i mutamenti intervenuti sul mercato del lavoro, caratterizzato sempre più da stipendi insufficienti, soprattutto perché con maggiore frequenza sono proposti impieghi precari, su chiamata o a tempo parziale”. Punto. Ah, ecco. E sulla vera origine di questi ed altri fenomeni, ossia la DEVASTANTE LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE che ha SFASCIATO il mercato del lavoro ticinese, nemmeno un cip!
Chiaro: la libera circolazione è stata voluta dalla casta spalancatrice di frontiere, con in prima fila la partitocrazia PLR-PPD-P$. Per cui, figuriamoci se la funzionaria statale di turno poteva permettersi di dire come stanno le cose. Non sia mai: autocensura! I funzionari dell’amministrazione cantonale (gonfiata come una rana) possono insultare la Lega ed i leghisti sui “social”, tanto non succede niente; ma di certo non possono osare raccontarla giusta sulla “sacra” libera circolazione. Altrimenti sì che per loro sono cavoli amari!
Tagli alla disoccupazione
Tuttavia, almeno una delle cause dell’aumento dei numeri dell’assistenza viene indicata correttamente: “ Le riforme delle assicurazioni sociali, sia federali che cantonali, fatte negli ultimi anni, chiaramente hanno avuto un impatto anche sull’assistenza”. Traduzione: i tagli all’assicurazione contro la disoccupazione entrati in vigore nel 2012, e a cui la Lega si era opposta, hanno scaricato un sacco di gente dalla disoccupazione all’assistenza. “Naturalmente” i tagli sono stati fatti per motivi di risparmio. Però i tamberla della SECO, galoppini del ministro liblab “Leider” Ammann, oltre a fornire le statistiche farlocche per fare il lavaggio del cervello pro libera circolazione, pro accordo quadro istituzionale e pro UE, vorrebbero:
1) Versare il guadagno intermedio ai frontalieri;
2) Pagare la disoccupazione ai frontalieri, come da recente, ennesimo Diktat di Bruxelles.
Tutte nuove prestazioni, a vantaggio di cittadini residenti oltreramina, che costerebbero cifre stellari – un numero imprecisato di centinaia di milioni – alla “nostra” assicurazione contro la disoccupazione. Capita l’antifona? I soldi per i senza lavoro svizzeri non ci sono, ed infatti vengono scaricati sull’ assistenza. Per i frontalieri invece… Ma chiudiamo la SECO che è ora!
Lorenzo Quadri / MDD
Chiaro: la libera circolazione è stata voluta dalla casta spalancatrice di frontiere, con in prima fila la partitocrazia PLR-PPD-P$. Per cui, figuriamoci se la funzionaria statale di turno poteva permettersi di dire come stanno le cose. Non sia mai: autocensura! I funzionari dell’amministrazione cantonale (gonfiata come una rana) possono insultare la Lega ed i leghisti sui “social”, tanto non succede niente; ma di certo non possono osare raccontarla giusta sulla “sacra” libera circolazione. Altrimenti sì che per loro sono cavoli amari!
Tagli alla disoccupazione
Tuttavia, almeno una delle cause dell’aumento dei numeri dell’assistenza viene indicata correttamente: “ Le riforme delle assicurazioni sociali, sia federali che cantonali, fatte negli ultimi anni, chiaramente hanno avuto un impatto anche sull’assistenza”. Traduzione: i tagli all’assicurazione contro la disoccupazione entrati in vigore nel 2012, e a cui la Lega si era opposta, hanno scaricato un sacco di gente dalla disoccupazione all’assistenza. “Naturalmente” i tagli sono stati fatti per motivi di risparmio. Però i tamberla della SECO, galoppini del ministro liblab “Leider” Ammann, oltre a fornire le statistiche farlocche per fare il lavaggio del cervello pro libera circolazione, pro accordo quadro istituzionale e pro UE, vorrebbero:
1) Versare il guadagno intermedio ai frontalieri;
2) Pagare la disoccupazione ai frontalieri, come da recente, ennesimo Diktat di Bruxelles.
Tutte nuove prestazioni, a vantaggio di cittadini residenti oltreramina, che costerebbero cifre stellari – un numero imprecisato di centinaia di milioni – alla “nostra” assicurazione contro la disoccupazione. Capita l’antifona? I soldi per i senza lavoro svizzeri non ci sono, ed infatti vengono scaricati sull’ assistenza. Per i frontalieri invece… Ma chiudiamo la SECO che è ora!
Lorenzo Quadri / MDD
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