Ticino, 26 maggio 2019

La CORSI in mano ai partiti una fake news? "17 membri su 20 sono politici"

“Nei giorni scorsi la CORSI è stata nuovamente accusata di essere uno strumento nelle mani dei partiti per condizionare la radiotelevisione. È un’accusa infondata e ingiusta, formulata secondo la regola non scritta delle fake news, secondo la quale una falsità ripetuta continuamente finisce per essere percepita come verità” aveva commentato il presidente della CORSI Luigi Pedrazzini rispondendo alle accuse di chi riteneva il Consiglio regionale e del Consiglio del pubblico uno strumento in mano ai partiti.

Ma non la pensa allo stesso modo la socialista e già candidata al Consiglio di Stato Amalia Mirante che su Facebook ha risposto a Pedrazzini, ritenendo che nella RSI c'è "troppa sudditanza nei confronti del potere". "Su 20 membri del Consiglio regionale della CORSI i partiti hanno eletto 17
politici ed ex politici. Proprio gente del popolo..." scrive Mirante, aggiungendo poi: "La RSI deve rimanere libera, autonoma e indipendente, senza se e senza ma. Devono essere i professionisti a scegliere, decidere, fare e anche sbagliare. E quando sbagliano devono essere sempre i professionisti a porre rimedio. Niente censure politiche, niente controlli di stato, già così c’è troppa sudditanza nei confronti del potere che dovrebbe sparire. Il canone è pagato da tutti i cittadini come pure dalle aziende; se c’è qualcosa che non va siamo noi a doverlo dire, non intermediari, che così come sono pensati, non hanno più ragione di essere".




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