Svizzera, 11 giugno 2019
Per il Blick la preferenza indigena è una farsa, "gli URC non fanno il loro lavoro"
Gli uffici regionali di collocamento (URC) non fanno nulla per promuovere l'assunzione di disoccupati con residenza in Svizzera: lo rivela un'inchiesta condotta dal Blick e effettuata nei cantoni di frontiera di San Gallo e Turgovia.
Nei settori con elevata disoccupazione le aziende che hanno posti vacanti devono comunicarlo agli URC, i quali hanno poi cinque giorni di tempo per proporre candidature di persone iscritte in cerca di lavoro. Solo dopo che sono scaduti questi cinque giorni, l'azienda in questione può cercare personale al di fuori di quelli iscritti agli URC.
È la cosiddetta "preferenza nazionale light", lo strumento ideato dal Parlamento per applicare il mandato costituzionale dell'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa, iniziativa che mirava a contrastare gli effetti nocivi della libera circolazione delle persone con l'Ue con l'applicazione di contigenti e l'introduzione di una preferenza indigena che desse la priorità ai cittadini svizzeri nella ricerca di un posto di lavoro.
Il Blick ha condotto la sua indagine dopo aver riscontrato che

diversi datori di lavoro si erano lamentati che gli uffici di collocamento in realtà fanno poco o nulla e in tal modo vengono persi solo dei giorni in rami - come quello della gastronomia - in cui il fabbisogno di personale è spesso a breve termine.
Per verificare queste critiche il Blick ha presentato agli URC di San Gallo e Turgovia, attraverso un'azienda che vuole rimanere anonima, delle finte offerte per un posto di lavoro, con qualifiche volutamente basse. Nonostante in base alla banca dati degli stessi URC vi fossero centinaia di persone alla ricerca di un impiego corrispondente, dai funzionari nei cinque giorni di attesa previsti non è giunta alcuna proposta.
Contattato dal quotidiano zurighese l'ufficio cantonale sangallese dell'economia sostiene che spetta ai disoccupati cercare i posti in questione. Una posizione che non sembra essere in linea con quella della Segreteria di stato dell'economia (Seco), che non vuole però commentare il caso. "A causa del rifiuto di lavorare da parte degli URC la preferenza indigena diventa una farsa", affermano gli imprenditori contattati dal Blick.