Sport, 25 novembre 2019

“Criticare Vlado Petkovic è davvero da dilettanti…”

L’ex rossocrociato Regis Rothenbühler parla della Svizzera e del suo Mister

LUGANO - Per parlare della Nazionale svizzera che si è appena guadagnata l’accesso agli Europei del 2020 e del suo commissario tecnico Vladimir Petkovic, abbiamo interpellato uno che se ne “intende”, l’ex internazionale rossocrociato Regis Rothenbühler, attuale responsabile Footeco dell’ASF. Mai banale e come sempre pungente, il difensore che ad inizio degli Anni 2000 vestì la maglia del Lugano, spezza una lancia in favore del selezionatore e contesta i suoi detrattori.

Regis, la Svizzera si è qualificata ai prossimi Europei, eppure c'è gente che ancora la critica. In particolare il gioco. Che ne pensa?
Qualche anno fa tutti sarebbero stati molto contenti e orgogliosi di questo risultato ma oggi sembra essere una cosa normalissima, una passeggiata! Per me i professionisti del calcio non devono preoccuparsi di queste critiche, perché arrivano da persone dilettanti, quindi è normale non avere le stesse idee… 

Vladimir Petkovic ha centrato la sua terza qualificazione consecutiva a livello internazionale (Euro 2016, Mondiali 2018 e ora Euro 2002): eppure non fa unanimità di consensi.
Vlado non è come lo vorrebbe una parte dei mass media svizzeri! Tanti prima di lui ascoltavano queste persone per decidere chi convocare e chi far giocare, lui no! Ha le sue idee e ha il coraggio d’andare sino in fondo. 

Si dice, anche, che la crescita della squadra è stata lenta e macchinosa. Non si esagera? 
Si parla di essere umani non di macchine! La crescita d’una squadra dipende dai singoli e non dell’allenatore che ha a disposizione suoi giocatori un paio di giorni all’anno. A parte l’aspetto mentale o tattico, come può un commissario tecnico influenzare veramente tutto il resto? 

I nuovi, vedi Mbabu, non hanno convinto. È d'accordo? 
Assolutamente no! Mbabu è stato ingiustamente individuato come l’unico colpevole del pareggio della Svizzera in Irlanda, ma sulla rete avversaria dov’erano Schär, Rodriguez e i centrocampisti difensivi? Gli altri giovani stanno arrivando ma adesso devono fare più minuti per poter crescere. O forse ci vorrebbe un mago per farli crescere più velocemente… 

Altra critica: nazionale senza fantasia, anche se i risultati parlano in suo favore...
 La Svizzera non ha un giocatore che fa la differenza da solo come
Cristiano Ronaldo (Portogallo), Mbappé (Francia) Messi (Argentina), Lewandowski (Polonia), e via discorrendo. La Svizzera è forte grazie al gruppo, perché i giocatori mettono le loro qualità al servizio della squadra. La nostra selezione è una delle più forti al livello umano perché siamo abituati al fatto d’essere diversi ma anche perché i giocatori devono imparare a convivere con gli altri…

Le polemiche esterne (Behrami, Xhaka e via dicendo) hanno creato non pochi problemi al buon Vlado. Secondo lei sono stati risolti? 
Non lo so, ma queste situazioni hanno permesso di veder crescere nuovi ragazzi di qualità. Petkovic, per questo motivo, ha acquisito maggior forza nel suo ruolo di commissario tecnico.

L'arrivo di Pier Tami quale direttore della Nazionali svizzere ha fatto bene? 
L’effetto non è ancora visibile ma con Pier abbiamo uno responsabile che conosce tutto del mestiere e soprattutto che ha il rispetto di tutti! In un futuro molto vicino la Nazionale potrà approfittare del suo lavoro. A patto che lo si lasci lavorare in santa pace.

Petkovic è ancora sul timone del comando: però il Blick ne ha chiesto più volte la testa.
Ormai siamo abituati e non c’è niente di strano, l’hanno sempre fatto e lo faranno sempre quindi non è una situazione nuova né per Vladimir né per la federazione. Adesso vedremo veramente a che punto il nostro Ct e la Federazione sono legati.

Cosa e chi le è piaciuto di più della Svizzera in queste eliminatorie. 
Il gruppo, la mentalità messa in campo, la qualità del gioco anche se facciamo ancora troppo fatica contro le “piccole” e ogni tanto non riusciamo a gestire i momenti importanti di una partita. Mi sono piaciuti anche e soprattutto i giovani che stanno per completare questo gruppo e che permetteranno a Petkovic di fare delle scelte che potrebbero diventare importanti in una competizione lunga come un Europeo… 

E ora Euro 2020: traguardo minimo i quarti di finale, vero? 
Anche con 24 squadre, il cammino è sempre difficile e dipenderà anche della (s)fortuna del sorteggio e degli incroci dopo la fase a gironi. Come ex-nazionale rossocrociato spero che questa squadra vada al di là dei quarti di finale. Se lo meriterebbe!

A.M.

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