Svizzera, 13 dicembre 2019

SEM obbligata a concedere l'asilo a un militante curdo in assistenza alloggiato a Locarno

La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) è stata obbligata dal Tribunale amministrativo federale a concedere l’asilo a un cittadino turco di etnia curda nonostante questi si sia reso colpevole di istigazione alla violenza.

L’uomo è un ex militante del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK) e in quanto tale sarebbe stato catturato e maltrattato dalle forze di sicurezza turche. Una volta uscito dal carcere, nel 2010, l’uomo avrebbe continuato a condividere sui social network prese di posizioni critiche nei confronti del governo. In occasione di un controllo al suo domicilio, la polizia avrebbe trovato del materiale relativo al PKK e al suo leader Öcalan. Per questo sarebbe stato accusato di appartenere a un’organizzazione terroristica e condannato per propaganda. A questo punto avrebbe deciso di fuggire. È giunto a Chiasso nel gennaio 2018.

Ritenendo plausibili le sue motivazioni, la SEM ha deciso di concedere all’uomo lo statuto di rifugiato, ponendolo però solo al beneficio dell’ammissione
provvisoria “a causa dell’indegnità all’asilo”. L’uomo, come si legge nella sentenza del Tribunale amministrativo federale (TAF) è stato ritenuto indegno all’asilo “in quanto si sarebbe macchiato di atti reprensibili”. Condividendo la propaganda del PKK, si sarebbe reso colpevole di “istigazione alla violenza”, un reato per il quale il codice penale prevede pene fino a tre anni di detenzione.

L’uomo, alloggiato presso la pensione Reginetta a Locarno e al beneficio dell’assistenza pubblica, si è appellato contro la decisione della SEM, richiedendo che gli fosse concesso l’asilo. E il TAF gli ha dato ragione, considerando che i reati addebitatigli non fossero di una gravità tale da ritenerlo indegno all’asilo. Il ricorso è stato accolto, la SEM è stata “invitata a concedere l’asilo all’insorgente” e all’uomo sono stati assegnati 650 franchi a titolo di indennità ripetibili.

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