Svizzera, 05 maggio 2020

"L'Italia convoca l'ambasciatrice svizzera per i confini chiusi. E noi?"

Le limitazioni al confine tra la Svizzera e l'Italia per i controlli degli spostamenti tra i due paesi saranno al centro di un incontro tra l'ambasciatrice della Confederazione in Italia, Rita Adam, e il Comitato parlamentare italiano di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen.

Una convocazione, quella dell'ambasciatrice da parte di un organo statale italiano, che il Consigliere nazionale Lorenzo Quadri ritiene "inaccettabile" e che l'ha spinto a inoltrare un'interpellanza al Consiglio federale per sapere come valuta il governo il comportamento del Comitato parlamentare sopracitato e se non sia intenzione del Consiglio federale convocare a sua volta l'ambasciatore italiano in Svizzera per deplorare le pressioni fatte dal governo italiano nelle ultime settimane sull'apertura dei valichi ticinesi. Quadri chiede inoltre se è intenzione del Consiglio federale confermare le limitazioni attuali al confine e come valuta l'"insopportabile asimmetria" degli spostamenti, praticamente a senso unico dall'Italia alla Svizzera, che si è venuta a creare.

Di seguito l'interpellanza integrale inoltrata da Lorenzo Quadri al Consiglio federale:

Interpellanza al Consiglio federale

 

L’Italia tiene chiusi i propri confini ma pretende che la Svizzera apra indiscriminatamente i valichi ai frontalieri. Un organo della Camera dei deputati ha convocato l’ambasciatrice svizzera. E’ intenzione del CF convocare l’ambasciatore d’Italia?
 

Ancora una volta, l’atteggiamento dell’Italia nei confronti della Svizzera risulta inaccettabile.
 

L’Italia pretende l’apertura totale e senza controlli delle frontiere elvetiche

per agevolare l’accesso al nostro paese dei frontalieri. D’altro canto però le frontiere italiane rimangono chiuse.
 

E’ evidente che autorizzare in modo illimitato il transito transfrontaliero di chi ha un permesso di lavoro malgrado le frontiere siano “chiuse” crea una situazione di inaccettabile asimmetria tra Svizzera ed Italia, dal momento che i frontalieri attivi in Ticino sono ben 70mila. Il flusso di transito è, di conseguenza, a senso unico.
 

Un organo della Camera dei deputati italiana ha addirittura convocato l’ambasciatrice svizzera per fare pressioni sul nostro Paese.
 

Non solo la Svizzera non deve aprire ulteriori valichi, ma il transito dei frontalieri per ovvi motivi sanitari – certamente comprensibili anche alle autorità italiane - deve rimanere sottoposto a stringenti controlli ed il più possibile limitato.
 

Chiedo al CF:
 

- Come valuta il CF la posizione italiana che pretende libero accesso al Ticino per i frontalieri mantenendo però chiuse le proprie frontiere?
 

- Come valuta il CF la situazione di inaccettabile asimmetria che si è venuta a creare a seguito della posizione italiana?
 

- E’ intenzione del CF confermare che l’accesso di frontalieri deve rimanere sottoposto a controlli ed il più possibile limitato?
 

- E’ intenzione del CF convocare l’ambasciatore d’Italia in Svizzera per deplorare il comportamento del governo italiano?
 

Lorenzo Quadri
Consigliere nazionale
Lega dei Ticinesi


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